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Studio australiano

Il test che dice se morirai entro 30 giorni

Il test che dice se morirai entro 30 giorni

Pragmatico ma a dir poco macabro. In Australia spunta un test per determinare se un anziano morirà  entro 30 giorni da quando viene ricoverato in ospedale. Il tutto, dice chi l’ha messo a punto, aiuterà a evitare futili e costosi trattamenti medici che non farebbero altro che prolungare le sue sofferenze: in  caso di esito affermativo, al paziente viene data la possibilità di  tornare a casa per poter trascorrere gli ultimi momenti con i propri  cari, sostenuto da cure palliative fornite dal Sistema sanitario inglese.

Lo screening prende in considerazione 29 indicatori di salute inclusi  età, livello di fragilità, presenza di varie malattie, condizione  mentale, precedenti ricoveri, e produce una percentuale di possibilità di morte entro un arco di 1-3 mesi. I ricercatori che l’hanno messo a punto, esperti  della University of New South Wales, spiegano che l’obiettivo dello è di avviare una discussione franca sul fine  vita e di minimizzare il rischio di accanimento terapeutico. Gli  autori hanno analizzato 112 studi per trovare quali test e domande dovessero essere rivolti ai pazienti, come migliori  indicatori di possibile morte. "Ritardare una morte inevitabile contribuisce al lievitare dei costi  della sanità - dice al ’Telegraph’ Magnolia Cardona-Morrel, fra gli
scienziati che hanno messo a punto il testo - e spesso non si migliora la qualità di vita del paziente o della sua famiglia, aumentando allo  stesso tempo la frustrazione del personale sanitario". L’esame mira ad avviare una "onesta comunicazione fra pazienti, famiglie e medici nel  riconoscere che la morte fa parte del ciclo della vita".

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Commenti all'articolo

  • Garrotato

    24 Gennaio 2015 - 09:09

    Questi qui sono dei perdigiorno. Io proporrei che se uno va all'ospedale e ha più di sessantacinque anni (sessantasei per i politici) , lo si invii direttamente all'obitorio, visitato periodicamente (ad es., tutti i giorni dalle 8 alle 9) da "facilitatori di trapasso" muniti di pistola con silenziatore (per non disturbare gli altri pazienti). Si risolverebbero molti problemi in un colpo solo.

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  • aifide

    23 Gennaio 2015 - 17:05

    Se però poi vivi oltre 30 giorni l'ospedale ti deve risarcire...........................!

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