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Il blitz del Califfato di Derna

Libia, terroristi dell'Isis attaccano Hotel Corinthia a Tripoli: uccise 3 guardie e 5 stranieri, 4 jihadisti si fanno esplodere

Libia, terroristi dell'Isis attaccano Hotel Corinthia a Tripoli: uccise 3 guardie e 5 stranieri, 4 jihadisti si fanno esplodere

L'Isis insanguina Tripoli e la Libia. Un'autobomba è esplosa nel parcheggio del Corinthia Hotel, il più lussuoso della capitale libica, provocando la morte di tre guardie di sicurezza. Quindi un commando armato di almeno cinque jihadisti si è asserragliato al 26esimo piano del complesso prendendo diversi ostaggi, di nazionalità filippina e poi liberati. Nella sparatoria tra assalitori e forze dell'ordine sono rimasti uccisi cinque stranieri, uno dei terroristi è stato catturato mentre gli altri quattro una volta in trappola si sono fatti esplodere. Secondo il quotidiano libico Daily Star l'attentato porta la firma del Califfato di Derna, l'area orientale del Paese finito sotto il controllo di miliziani vicini allo Stato islamico di Siria e Iraq. 

"Attentato al processo di pace" - Secondo il ministro degli Esteri italiano Paolo Gentiloni l'attacco "è un tentativo di boicottare, danneggiare, influenzare negativamente gli sforzi di riconciliazione che si stanno facendo in queste ore a Ginevra". "La comunità internazionale - ha aggiunto in ministro - deve dire forte e chiaro che questi tentativi di impedire il dialogo con atti terroristici non passerà".  "Un altro riprovevole atto di terrorismo che assesta un colpo agli sforzi per portare la pace e la stabilità in Libia", è invece il commento dell'Alto rappresentante per la politica estera Ue, Federica Mogherini: "L'Unione europea esprime solidarietà alle vittime e alle loro famiglie" e "sostiene fermamente gli sforzi dei colloqui in corso guidati dall'Onu per portare una soluzione politica basata sul rispetto e sul dialogo". "Non dovremmo permettere a questi attacchi di minare il processo politico".

Le paure per l'Italia - Di certo, la questione libica non è più ormai un problema solo "africano" o "mediorientale": i terroristi islamici controllano il business degli sbarchi in Italia, ricavando milioni di euro e aumentando il rischio di infiltrazioni jihadiste nel nostro Paese. E l'ultimo appello del Califfato di Al Baghdadi a "portare la jihad contro i crociati europei", dando appuntamento ai fondamentalisti e ai "lupi solitari" a Roma, contribuisce ad aumentare l'allerta degli 007 nostrani.

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Commenti all'articolo

  • zhoe248

    27 Gennaio 2015 - 19:07

    L'unico che può ripristinare l'ordine in Libia e in grado di gestire le tante tribù locali, avendolo appreso dal padre, è Saif El Islam Gheddafi, ancora prigioniero dei zintiani. L'alternativa per i libici è finire sottomessi al califfo di importazione.

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  • zhoe248

    27 Gennaio 2015 - 16:04

    C'è qualcosa che non torna: isis ha mandato 140 (non 14 mila) dei suoi a fronteggiare i curdi che infatti si sono ripresi kobane. E' mai possibile che il mega esercito della salvezza occidentale con i potenti mezzi e l'america in testa, non riescano a fermare quei 4 esaltati arrivati già a Tripoli? Il sospetto che si faccia solo finta di combattere isis comincia a farsi strada..

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  • Palmiro Fazzari

    27 Gennaio 2015 - 15:03

    Quanto rimpiangeranno il RAIS la LIBIA, e non solo !!!!!

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