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Scenario di guerra

Isis, Italia verso l'intervento militare in Libia: quanto ci costerebbe

Isis, Italia verso l'intervento militare in Libia: quanto ci costerebbe

L’Italia è «pronta a combattere» lo Stato Islamico in Libia perché «non possiamo accettare che a poche ore di navigazione dall'Italia ci sia una minaccia terroristica attiva» ha detto il ministro degli esteri Paolo Gentiloni. In attesa di comprendere quali misure militari Roma intende prendere e che tipo di intervento militare intenda varare vale la pena fare il punto sui costi di un conflitto che si preannuncia difficile e potenzialmente lungo.

Libia, Italia verso l'intervento miliare. Per voi...
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L’Italia ha progressivamente ridotto negli ultimi anni non solo le spese per la Difesa ma anche quelle per le missioni all’estero con stanziamenti passati da 1.6 miliardi nel 2011 (oltre 7 mila militari impegnati oltremare) a un miliardo nel 2014 (4 mila soldati all’estero) mentre per i primi nove mesi di quest’anno il governo ha varato un decreto che stanzia 542 milioni di euro per i primi nove mesi dell’anno: in media di poco più di 60 milioni al mese con una previsione di 722,6 milioni per l’intero anno.

Un’eventuale intervento in Libia aprirebbe un nuovo capitolo di spesa le cui dimensioni sono difficilmente quantificabili senza conoscere la consistenza numerica e la tipologia di mezzi e reparti assegnati. Nel conflitto libico del 2011 sette mesi di operazioni aeree condotte da una quindicina di velivoli italiani e da una mezza dozzina di navi inclusa la portaerei Cavour costarono poco più di 202 milioni di euro senza contare il costo dei 712 ordigni sganciati tra bombe e missili: ogni bomba a guida laser o Gps costa mediamente tra i 30 mila e 50 mila euro mentre un missile da crociera Storm Shadow costa quasi un milione.

Come paragone può essere utile ricordare che in quello stesso anno 4.200 militari in Afghanistan con una trentina di aerei ed elicotteri costarono 811 milioni. L’impiego di una forza di simili dimensioni rientra nelle capacità di “proiezione militare” che l’Italia può esprimere in Libia, teatro operativo in cui le ridotte distanze dalla Penisola limiterebbero gli elevati costi logistici imposti invece dalle operazioni in Afghanistan.

Un ipotetico contingente italiano in Libia di 4/5 mila militari con una ventina di elicotteri, altrettanti velivoli e una mezza dozzina di unità navali potrebbe costare almeno 500 milioni all’anno. Una tale missione diverrebbe la più costosa tra le ventina già in atto tra cui oggi la più onerosa è l’Operazione “Prima Parthica” (dal nome di una legione romana costituita in Siria nel II secolo) che mobilita in Kuwait e Kurdistan 7 aerei e droni, altrettanti elicotteri e 500 militari di esercito e aeronautica nell’ambito della Coalizione conto lo Stato Islamico a un costo previsto di 133 milioni fino a settembre e i circa 180 previsti nell’intero anno. Pur trattandosi di una missione non di combattimento (i nostri velivoli non sganciano ordigni e i militari dell’esercito addestrano e supportano le milizie curde) quella contro lo Stato Islamico supera di poco i costi delle operazioni in Afghanistan e Libano che tra gennaio e settembre ci costeranno quest’anno rispettivamente 126 e 119 milioni.

A determinare o meno un incremento anche consistente dei costi dell’operazione in Libia contribuiranno gli aspetti bellici e logistici. Un completo coinvolgimento nelle azioni di guerra contro i miliziani dell’Isis comporterà maggiori costi per l’impiego e il consumo di armi e munizioni e la necessità di mettere in campo capacità sanitarie e di evacuazione dei feriti su vasta scala. Molto dipenderà da quanti e quali Paesi aderiranno a una campagna contro il Califfato in Libia. Una coalizione che veda la presenza di soldati di altri Paesi europei consentirebbe di mettere a punto sinergie sul fronte logistico riducendo in parte i costi mentre contingenti provenienti da Sahel e Nord Africa (Algeria? Egitto?) potrebbero costituire un ulteriore onere logistico per il contingente italiano.

di Gianandrea Gaiani

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Commenti all'articolo

  • cippulman

    18 Febbraio 2015 - 17:05

    potremmo rifarci con il petrolio che potremmo prenderci dai pozzi libici

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  • zhoe248

    16 Febbraio 2015 - 10:10

    x il governo questa guerra è una manna, avrà così l'alibi x non rispettaqre il patto di stabilità, quindi debiti a gogò. Ma i costi potrebbero essere bilanciati interrompendo i contributi al fondo salva stati, alle varie organizzazioni internazionali, alle varie missioni non + necessarie in giro x il mondo, risparmi da interruzione mare nostrum e rimpatrio coatto e immediato extracom presenti

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  • TOCAI

    16 Febbraio 2015 - 10:10

    Non vedo saggio un intervento di terra, perchè certamente non dobbiamo riconquistarci il nostro "posto al sole" di vecchia memoria. Un intervento di una coalizione aerea europea con 300 caccia armati con bombe laser per colpire obbiettivi mirati, farebbe sicuramente la differenza in poco tempo. L' Egitto ha già iniziato a colpire chirurgicamente, l'Europa inizi al più presto, da ieri.....

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  • nicolix1

    16 Febbraio 2015 - 08:08

    E' cosi presa sul serio dalla nostra politicala minaccia che gentiloni ne parlera' giovedi,,, tra quattro giorni... ma per piacere,,

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