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Come nel 2011 con Gheddafi

Isis, le mosse della Francia per guidare la guerra in Libia. E l'Italia resta a guardare

Isis, le mosse della Francia per guidare la guerra in Libia. E l'Italia resta a guardare

In Libia l'Italia rischia un altro 2011. Ovvero, che la guerra all'Isis la conduca la Francia, proprio come accadde con la destituzione del Raìs Muammar Gheddafi pilotata dall'allora presidente Nicolas Sarkozy, e che le conseguenze siano persino peggiori di quelle ormai ben note di 4 anni fa. "Ogni reazione dev'essere coordinata dall'Onu", ha frenato lunedì il premier Matteo Renzi, dopo gli slanci suoi e di qualche esponente di peso del governo, a cominciare dal ministro della Difesa Roberta Pinotti. L'Italia, insomma, non vuole fare la guerra o perlomeno non subito e non da sola. L'obiettivo di Palazzo Chigi è quello di coinvolgere Stati Uniti e Russia nell'ambito di una grande missione sotto l'egida dell'Onu. Per il momento, sembra utopia. Barack Obama ha condannato lo sgozzamento dei 21 egiziani copti ad opera dei jihadisti, ma non ha detto parole chiare e nette contro l'avanzata dello Stato Islamico in Nord Africa. E Vladimir Putin, dal canto suo, è alle prese con una questione ancora più pressante e urgente, la crisi in Ucraina.

Le mosse della Francia - L'Italia dunque temporeggia, con Renzi che paradossalmente tranquillizza i suoi all'insegna dello slogan "Non ci faremo dettare la politica estera dagli altri". Eppure gli altri, cioè la Francia, sono già attivissimi. François Hollande si è mosso in anticipo appoggiando l'azione militare delle forze armate egiziane, che in questi giorni stanno bombardando gli avamposti dell'Isis in Libia (e nel frattempo lunedì il ministro della Difesa francese Jean-Yves Le Driananche è volato al Cairo per vendere 24 cacciabombardieri Rafale, commessa da 5 miliardi di euro). L'Eliseo, tra l'altro, ha chiesto per primo la convocazione urgente del Consiglio di Sicurezza dell'Onu, approfittando delle incertezze italiane. Missione chiara: se ci sarà intervento militare internazionale, il comando spetterà alla Francia. 

Le mosse dell'Italia - L'Egitto, come detto, si sta difendendo da solo bombardando per rappresaglia i jihadisti del Califfato di Derna. Dietro la mossa del presidente Abdel Fattah Al Sisi, però, ci sarebbe solo il sostegno di Parigi, ma anche l'assenso della Casa Bianca. E l'Italia? La speranza, come scrive Davide Giacalone su Libero in edicola oggi, martedì 18 febbraio, è che il governo Renzi si decida perlomeno ad appoggiare le operazioni militari egiziane, mettendo a disposizioni flotta e uomini. Un sostegno che potrebbe costare caro, in termini economici e di sacrificio anche umano. Ma forse il prezzo sarebbe comunque minore di quello destinato a essere pagato restando a guardare. Sia che vincano i tagliagole, sia che vinca una coalizione militare non guidata da Roma. 

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Commenti all'articolo

  • apostrofo

    01 Ottobre 2015 - 19:07

    Bisognerebbe avere strategie e politica estera, ma capisco che pretendo troppo. Potrebbe essere facilitata da un super ministro degli esteri europeo la Mogherini. Peccato che costei in questioni importanti non venga mai consultata. Fanno tutto la Merkel e Hollande. E poi siamo impegnati ad eliminare la elettività del Senato. Quante cose possiamo fare contemporaneamente ?

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  • seve

    01 Ottobre 2015 - 13:01

    ma cosa volete che faccia quel povero diavolo di Palazzo Chigi , ha un esercito che non è un esercito ,generali di cui non mi fiderei neanche a fargli comandare i ragazzi della via Pal , soldi non ne ha perché non aggiusta neanche le strade , parla a vanvera perché non sa cosa dire , non può fare niente.

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  • blues188

    01 Ottobre 2015 - 11:11

    Ma non si declamava tempo addietro che con l'Europa unita le guerre sarebbero scomparse? Non intendo traslate altrove, ma proprio scomparse. E naturalmente la Francia che ha fomentato/sobillato/iniziato tutte le guerre continua imperterrita. Solo i nostri sinistri hanno messo la maschera dei buoni e fanno finta di niente. I soliti buffoni di corte, come sempre. Ma non riescono a capirlo...

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  • mapagolio

    20 Febbraio 2015 - 15:03

    L'ideologia di sinistra nella maggior parte dei casi ,e' da studiare con molta attenzione ,ed il risultato e' piuttosto deludente ,non riescono a capire i danni che fanno a loro e agli altri.Non si salvano neanche le altre ideologie per quanto leggermente meno deludenti.Si evidenzia che il vero problema e' dovuto all' inadeguatezza dei nostri politici .POVERI NOI.

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