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Qatar Airways, contratto capestro: hostess obbligate a rimanere single e senza figli

Qatar Airways, contratto capestro: hostess obbligate a rimanere single e senza figli

Qatar Airways risulta essere la seconda compagnia aerea migliore del mondo, eppure per certi versi è al centro di tantissime polemiche sulle condizioni di lavoro delle hostess. Le giovani dipendenti sono costrette a firmare un contratto che le obbliga a non sposarsi e a non avere figli per i 5 anni seguenti all'assunzione. Se infrangono il "patto" stipulato nel contratto rischiano seriamente di perdere il loro posto di lavoro. Se vogliono convolare a nozze "prima del tempo"  le donne devono comunicarlo al loro datore che deciderà se allontanarle dal posto di lavoro o meno.

Rimanere incinta? Un 'guaio'- Anche la gravidanza può essere uno dei motivi della risoluzione del rapporto di lavoro e il contratto prevede che la compagnia abbia il diritto di licenziare le dipendenti che rimangono incinte. Secondo l’ITF (International Transport Workers Federation ) sono passati quasi 19 mesi da quando è stato presentato il primo report che denunciava le irregolarità e gli abusi contrattuali della compagnia aerea nei confronti delle donne, ma quest’ultima non ha fatto nulla per migliorare le condizioni lavorative delle sue dipendenti.

Un tentativo di difesa- La compagnia aerea ha cercato di porre un freno alle feroci critiche e lo stesso Ceo ha dichiarato: "Se cerchi lavoro alla Qatar Airways ti diamo un documento che mostra i principi e regole da rispettare. Se sei una persona adulta e accetti queste condizioni, poi non ti dovresti lamentare, inoltre nella compagnia lavorano come hostess diverse donne sposate". Eppure il segretario dell’aviazione civile presso l’International Transport Workers Federation ha commentato: "Il trattamento dei dipendenti di Qatar Airways va ben oltre la questione della differenza culturale. Quando si tratta di diritti delle donne, questa è la peggiore di tutte le compagnie aeree mondiali".

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Commenti all'articolo

  • alkhuwarizmi

    17 Febbraio 2015 - 18:06

    Una bellissima istantanea della "cultura" dei Paesi islamici. Specie per quanto riguarda la condizione delle donne, tenendo presente che queste signorine sono già delle privilegiate, in un Paese in cui le donne non hanno alcun diritto. Sarebbe interessante sentire l'opinione delle nostre donne di sinistra, ex-femministe del '68 che sfilavano al ritornello "l'utero è mio e ne faccio ciò che voglio"

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    • allianz

      08 Aprile 2015 - 08:08

      Caro Al Khuwarizmi sono ARABI.Per quanto riguarda il famoso ritornello gridato negli anni 70 per le piazze con notevole dispendio di fiato dalle nostre femministe,tra non molto,stando alle affermazioni della Boldrini,l'utero verrà gestito da terzi appartenenti alla Humma araba. Cordiali saluti.

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