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Isis, il medico italiano Ignazio Scaravilli scomparso in Libia da gennaio: rapito dall'Isis?

Isis, il medico italiano Ignazio Scaravilli scomparso in Libia da gennaio: rapito dall'Isis?

Il medico catanese Ignazio Scaravilli potrebbe essere finito nelle mani di una tribù fiancheggiatrice dell'Isis. Da un mese e mezzo non si hanno più notizie del professionista siciliano, citato anche dal Capo dello Stato Sergio Mattarella nel suo discorso di insediamento il 3 febbraio scorso. Il sospetto è stato sollevato dalle pagine de Il Tempo che racconta di una voce, circolata da alcuni giorni, di un video realizzato dalla banda di sequestratori e che presto potrebbe finire in rete. Un filmato come tanti altri già visti nei quali il prigioniero in ginocchio ha gli aguzzini alle sue spalle che lo minacciano con una lama puntata alla gola. L'esistenza del video è ancora tutta da dimostrare, rimane la voce raccolta dal quotidiano romano e l'ipotesi che presto l'Italia si ritrovi impegnata in una nuova trattativa con i terroristi per il pagamento di un altro riscatto in cambio della vita dell'ostaggio. Qualche giorno fa un ex collega del dott. Scaravilli, Giampiero Avruscio, ha sentito la famiglia che per il momento non ha avuto notizie da nessuno, compresa la Farnesina. Il ministro Paolo Gentiloni dice che il ministero: "Segue il caso con il riserbo che è consueto in queste situazioni", funzionari dicono: "Stiamo approfondendo la questione" e rassicurano che: "Sono stati attivati tutti i canali di ricerca", nel frattempo chiedono silenzio stampa.

L'ultimo avvistamento - Il medico è un ortopedico di 70 anni, specialista in chirurgia della mano. Per anni ha lavorato a Padova e ora ha uno studio a Paternò, in Sicilia. Secondo l'amico Avruscio la fuga volontaria è da escludere: "Era andato in Libia - racconta - per organizare un ospedale, per darsi da fare e dare una mano sul fronte medico, era un grande organizzatore - continua l'amico al Tempo - innamorato del suo lavoro. Una persona assennata, e poi non sapeva l'arabo e non conosceva nessuno". Del medico catanese non si hanno notizie dal 6 gennaio 2015, quando ha concluso il turno di lavoro all'ospedale di Dar Al Wafa, a Tripoli. La Procura di Roma ha aperto un fascicolo contro ignoti per sequestro di persona con finalità di terrorismo e affidato le indagini al pm Sergio Colaiocco.

I precedenti - Sul suo sito, il medico aveva spiegato i motivi che lo hanno spinto a partire per la Libia, cioè la volontà di aiutare i pazienti a superare le sofferenze e recuperare la libertà di movimento. Uno sempre pronto a partire il medico catanese, come ha fatto per il terremoto in Friuli. Di sicuro non è un tipo spericolato, assicura chi lo conosce bene. Se non si hanno più notizie di lui quindi qualcosa non va.

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Commenti all'articolo

  • BLACKMAGIC

    19 Febbraio 2015 - 10:10

    Con lo stupido buonismo dilagante non si va da nessuna parte. Aiutare gli altri la sua missione... poi se c'è abbastanza tempo, vengono i suoi connazionali. Penso che i tagliagole dell’isis, bestie di satana, siano già in contatto con la farnesina e i servizi segreti, per un riscatto miliardario…E io pago! E io pago! Come diceva saggiamente il grande TOTO'.

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  • zhoe248

    19 Febbraio 2015 - 10:10

    Il medico sarà stato "sequestrato" non per essere ucciso ma per la sua specializzazione professionale. In libia gli ortopedici, specie italiani, erano molto richiesti anche ai tempi di gheddafi x via delle vecchie mine che ogni tanto procuravano danni a persone figuriamoci dopo la rivìvoluzione e nel caos attuale. Presumo che chi l'ha sequestrato gli stia facendo svolgere il suo lavoro.

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  • oi16730

    19 Febbraio 2015 - 08:08

    Terribile sospetto! La terribile certezza è che noi facciamo morire per trascuratezza i nostri neonati dentro gli ospedali. Nessuna indignazione? o è normale per questo paese?

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  • cippulman

    18 Febbraio 2015 - 17:05

    il ministro e tutto il governo segue il caso come sempre (vedi i marò in india) cagasotto

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