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In Tribunale

Commessa fa causa ad Abercrombie: rifiutata perché indossa il velo

Commessa fa causa ad  Abercrombie: rifiutata  perché indossa il velo

Il desiderio di Samantha Elauf è quello di fare la ragazza immagine. Il "problema" ? Vuole lavorare indossando il velo (hijab) come prevede la sua religione musulmana.

La vicenda - Samantha aveva fatto richiesta per lavorare da Abercrobie, il noto marchio di abbigliamento americano, conosciuto anche per l'esagerata attenzione nella scelta di ragazzi e ragazze immagine da assumere nei punti vendita. Dall'azienda però ha ricevuto un "no" categorico. Il velo, così come i cappelli e gli orecchini vistosi, è contro alle rigidissime regole imposte da Abercrombie & Fitch ai dipendenti, che in tutti i negozi vestono sempre allo stesso modo. Questa regola vale sia nei negozi americani e anche in quelli Italiani. A quanto pare, niente a che fare col razzismo, eppure la ragazza non lo ha accettato e ha deciso di rivolgersi  all'Equal Employment Opportunity Commission, l'organismo che negli Stati Uniti vigila sulle pari opportunità sui posti di lavoro. Samantha ha vinto in primo grado. Infatti la corte ha accusato la società di averla discriminata per la sua religione. In secondo grado però la sentenza è stata ribaltata: durante il colloquio Elauf non ha fatto cenno alla necessità di indossare l’hijab per motivi religiosi e per questo motivo non era protetta dal Civil Rights Act del 1964. Il caso però non è ancora chiuso e ora la vicenda sarà valutata anche dalla corte suprema.

 

 

 

 

 

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  • Lorenzo1508

    Lorenzo1508

    27 Febbraio 2015 - 00:12

    schiattare tutte in un sol colpo, no? finiremmo di romperci i maroni con veli, burqua, sottanoni, barbe e maometti incazzati e incappucciati!

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  • cicalino

    27 Febbraio 2015 - 00:12

    Pretendere di portare il velo in un negozio occidentale significa imporre la religione musulmana anche a noi infedeli...E' solo il primo passo e se non li fermiamo ora domani sarà troppo tardi! Foera di ball sti Menelik !

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  • lallo1045

    26 Febbraio 2015 - 19:07

    In casa mia entra "solo" chi voglio io. Così pure nella mia ipotetica azienda. Che lo decida per la religiione o per altri motivi nella proprietà privata NON SI IMPONE NIENTE. In Arabia Saudita o altri paesi arabi lavoro alle sue condizioni ne trova finché vuole. Ma se vive in un paese di che ha religione ed usanze diuverse DEVE RICORDARE che in quel paese è OSPITE.

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  • alkhuwarizmi

    26 Febbraio 2015 - 17:05

    Mi sembra che tutto questo casino sia allucinante: un imprenditore deve poter assumere chi gli pare, e non costretto da una presunta antipatia nei confronti di un qualsiasi aspetto di chi vorrebbe essere assunto, scusa molto facile, pretestuosa e molto comoda per forzare una scelta a proprio vantaggio. Su questa base, chiunque potrebbe inventarsi qualsiasi cosa come accusa di discriminazione.

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