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Jihadi John e l'errore dei servizi segreti: lo hanno fatto scappare

Jihadi John e l'errore dei servizi segreti: lo hanno fatto scappare

Jihadi John, il boia dell'Isis era già noto ai servizi segreti dal 2010. Mohamed Emwazi era associato ad un gruppo di estremisti che raccoglievano fondi a favore di gruppi terroristici in Somalia. Parte da qui la storia di jihadi John, nato in Kuwait e cresciuto a Londra a Queen's Park, insieme ai genitori e ai fratelli. Chi lo ha conosciuto al tempo lo descrive come un ragazzo tranquillo, di fede musulmana, talmente religioso da evitare di incrociare gli sguardi delle colleghe, laureato in informatica alla Westminster.

I contatti con la MI5 - Era il 2010, quando i servizi segreti, sospettando che avesse contatti con terroristi, gli proposero di collaborare con loro come informatore. Ma la cosa non ha funzionato, infatti Emwazi venne arrestato più volte. La prima volta nel 2009, quando dopo la laurea era partito per la Tanzania; venne fermato in Africa dove lo hanno tenuto in cella e rispedito in Regno Unito. L'intelligence lo ha interrogato in quanto lo consideravano simpatizzante de Al Shabab. Nel 2010, si prepara per andare in Kuwait, dove dice di aver trovato un lavoro e una ragazza da sposare. Ma gli viene dato il divieto di espatrio. Rimasto a Londra gli viene ritirato il passaporto. Nel 2012, infine chiede il permesso di trasferirsi in Arabia Saudita "per insegnare inglese", venne fermato ancora. Infine nel 2013 riesce a fuggire in Sira e a far sparire le sue tracce. Oggi è riemerso con il cappuccio nero, uno dei più ricercati al mondo.

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