Cerca

L'era dello Zar

Russia, dalla Politkovskaya a Nemtsov: giornalisti e oligarchi uccisi, la scia di sangue e l'ombra di Putin

Russia, dalla Politkovskaya a Nemtsov: giornalisti e oligarchi uccisi, la scia di sangue e l'ombra di Putin

Una scia di sangue e sopra di essa l'ombra minacciosa di Vladimir Putin e di chi lo sostiene. Boris Nemtsov, ex vicepremier del governo Eltsin e fino a venerdì tra i principali oppositori dello Zar Vladimir è stato solo l'ultimo dell'elenco di morti misteriose. Ex oligarchi, giornalisti, delfini caduti in disgrazia, democratici veri: tutti accomunati dalla lotta contro il potentissimo Putin e tutti uccisi.



 

La Politkovskaja - In Occidente il simbolo di questa strage silenziosa ed inquietante è senza dubbio Anna Politkovskaja. Le spararono quattro colpi con una Makarov 9mm la sera del 7 ottobre 2006, stava scrivendo un articolo sulla torture in Cecenia, l'allora campagna bellica del presidente. Ma non è stata l'unica giornalista invisa a Putin a finire assassinata: nel 2009 è toccato a Natalia Estermirova, rapita nella sua casa a Grozny e ritrovata in un bosco.



 

La spia, il giornalista e l'imprenditore - L'ex spia Aleksandr Litvinenko, rifugiato politico nel Regno Unito, è invece morto a Londra Litvinenko il 23 novembre 2006, avvelenato con del letale polonio-210 mescolato al suo tè. Anche l'imprenditore e matematico Boris Berezovskij è stato trovato morto a Londra, il 23 marzo 2013. Sul suo conto circolavano congetture, era accusato di essere un boss della mafia moscovita. Per l'esattezza, chi lo accusava era il giornalista Paul Klebnikov, anche lui assassinato il 9 luglio 2004. Come è capitato praticamente sempre agli oligarchi usciti dal tumultuoso e drammatico periodo eltsiniano, anche Berezovskij era sotto minaccia. Lo voleva morto il Kgb, o almeno così sosteneva proprio Litvinenko. Il fatto che sia stato trovato impiccato nella sua casa, morte passata ufficialmente per suicidio "inspiegabile", sembra nascondere una verità ben più inquietante, anche perché negli ultimi anni aveva criticato con forza le ritorsioni di Putin sulle sue proprietà. Il 16 novembre 2009 la morte dell'avvocato Sergej Magnitskij, infarto forse indotto da torture, creò una crisi diplomatica tra Mosca e la Casa Bianca visto che stava indagando su casi di corruzione per conto di una società americana. Nel 2009 caddero sotto colpi di killer anche Stanislav Markelov, avvocato 34enne impegnato in una battaglia legale con il colonnello Yuri Budanov (putiniano accusato di torture in Cecenia), e con lui la giornalista Anastasia Baburova, 25 anni.

L'oligarca in Siberia - In confronto a loro, Mikhail Khodorkovsky può dirsi fortunato: imprenditore ricchissimo e simbolo del potere negli Anni 90, caduto in disgrazia negli anni Duemila e arrestato per frode fiscale, nel 2005 viene condannato in quello che secondo molti è stato il processo politico per antonomasia dell'era Putin. Spedito in Siberia, l'uomo che aveva denunciato la corruzione dell'apparato statale putiniano ha goduto di un'amnistia nel 2013 ed è riparato in Germania. Lontano dal Cremlino e da Mosca, dove a combattere contro l'onnipotente Vladimir non restano che quelle poche migliaia di persone scese in piazza per ricordare Nemtsov.

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su Libero Quotidiano

Caratteri rimanenti: 400

blog