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Il giallo

Omicidio Nemtsov: un quinto sospetto si è fatto saltare in aria

Omicidio Nemtsov: un quinto sospetto si è fatto saltare in aria

S’infittisce il mistero sui responsabili e mandanti dell’omicidio di Boris Nemtsov, il principale oppositore al regime del presidente russo Vladimir Putin. Dopo l’arresto, sabato, di altre due persone oltre i due cugini di origine caucasica fermati in precedenza, una nuova azione di polizia si è trasformata in tragedia. Infatti un ceceno sospettato per l'omicidio è sato accerchiato dalla polizia a Grozny, in Cecenia, ma prima della cattura si è fatto saltare in aria con una granata: la notizia, confermata, è stata inizialmente riferita da fonti investigative. L'uomo si è fatto esplodere nella serata di sabato: quando la polizia gli ha intimato di arrendersi, il sospettato, ha lanciato una prima granata contro gli agenti, senza causare feriti, poi ne ha fatta esplodere un’altra per uccidersi.

Decorato da Putin - Nel frattempo emergono nuove informazioni sull’identità dei due ceceni arrestati nella notte. Uno di loro è un ex poliziotto. I nomi dei due arrestati sono Gubashev Anzor e Dadayev Zaur, e sarebbe il secondo avrebbe prestato servizio, per circa 10 anni, nelle forze di sicurezza del ministero dell’Interno ceceno. In precedenza, come detto, la polizia russa aveva fermato due cugini Zaur Dadayev e Anzor Kubashev, catturati dall’Fsb in Inguscezia, rispettivamente il 5 marzo nel distretto di Nazran e il 6 marzo nel distretto di Malgobek. Zaur Dadaiev, che ha prestato servizio militare negli ultimi dieci anni nel battaglione ceceno “Sever” (Nord), fu decorato con la medaglia al merito da Putin.

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