Cerca

Il documentario

Russia, l'ammissione di Vladimir Putin: "In Crimea ho minacciato gli Usa e l'Europa, pronti a usare le armi nucleari"

Russia, l'ammissione di Vladimir Putin: "In Crimea ho minacciato gli Usa e l'Europa, pronti a usare le armi nucleari"

La Russia era pronta ad allertare le forze nucleari se gli Usa e i loro alleati europei avessero deciso di intervenire quando, un anno fa, la Crimea decise di annettersi alla Federazione. Lo ha rivelato il presidente Vladimir Putin rispondendo ad una domanda specifica nel documentario Crimea: the Road to Motherland trasmesso dalla tv di Mosca. "Eravamo pronti a farlo". Putin ha spiegato che in quel momento dai colloqui con i paesi occidentali non era chiaro se avessero o meno voluto interferire militarmente.


Ecatombe nucleare - L'ammissione di Putin su quei giorni di tensione estrema è raggelante: il rischio di escalation militare fino all'ecatombe nucleare era concreto. "Eravamo pronti a farlo. Ho parlato con i colleghi (occidentali, ndr) e ho detto loro che è il nostro territorio storico e che lì vive gente nostra che corre pericolo e deve essere salvata", racconta il presidente russo, che in queste settimane è al centro di un mistero perché non appare in pubblico dallo scorso 5 marzo. Secondo Putin, Mosca non poteva sapere come avrebbe reagito l'Occidente alla situazione in Crimea. C'è poi il sospetto del Cremlino che dietro alla rivolta nelle strade di Kiev e la cacciata del presidente ucraino Viktor Yanukovych ci sia lo zampino degli Stati Uniti. Ma Washington è lontana migliaia di chilometri, ha alzato la voce Putin con la Casa Bianca, mentre "noi siamo qui e questa è la nostra terra".

Com'è andata in Crimea - "Sapete per cosa andate a lottare? Non lo sapete? Noi invece sì, e siamo pronti a farlo. Non credo che ci fosse qualcuno che volesse cominciare una guerra mondiale per tutto questo (...) però ci hanno obbligati ad agire così", ha detto Putin. Il presidente russo ha ammesso di avere ordinato personalmente l'annessione della Crimea poche ore dopo che il Parlamento ucraino aveva deposto dall'incarico Yanukovych, cioè una settimana prima che le autorità regionali della penisola si ribellarono contro Kiev e indissero il referendum sull'indipendenza. Putin assicura di avere preso la decisione durante l'operazione delle forze speciali per recuperare Yanukovych da Donetsk, sua città natale dove si era rifugiato una volta fuggito da Kiev la mattina del 22 febbraio.

"Così abbiamo salvato Yanukovych" - Il numero uno del Cremlino racconta: "Eravamo pronti a farlo uscire da Donetsk, via terra, mare e aria. La notte fra il 22 e il 23 febbraio, quando abbiamo finito verso le 7 del mattino, ho detto che dovevamo cominciare a recuperare la Crimea per la Russia". Proprio domani ricorre l'anniversario del referendum, non riconosciuto da Kiev né dalla comunità internazionale, con cui il 16 marzo del 2014 la Crimea disse sì a unirsi alla Russia. Si espresse a favore quasi il 97% dei votanti. Solo due giorni dopo, il 18 marzo 2014, la Russia consumò l'annessione della penisola, fino a quel momento territorio ucraino, con un solenne atto del Cremlino in cui Putin e i leader della Crimea firmarono il trattato bilaterale in base al quale la Repubblica di Crimea e la città di Sebastopoli diventarono due nuovi membri della Federazione russa.

 

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su Libero Quotidiano

Caratteri rimanenti: 400

Commenti all'articolo

  • bettely1313

    15 Marzo 2015 - 22:10

    forse la portaerei della Nato sopraggiunta nei pressi della Crimea sia la causa perchè Putin abbia preso la decisione di scomparire per ragioni inerenti a una contro mossa russa ai danni dell'America. Si può supporre che Putin si trovi in Cina e poi d'accordo con la Corea del Nord per la messa appunto di bombe atomiche in direzione degli Usa. Certo che Putin e stufo della situazione dell'Ucraina.

    Report

    Rispondi

    • Chry

      16 Marzo 2015 - 04:04

      Mentre tu supponi, noi abbiamo la certezza che sei un coglione

      Report

      Rispondi

blog