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L'intervista

Riccardo Neiva, ambasciatore del Brasile: "Su immigrazione Italia e Ue dovrebbero prendere esempio dal nostro Paese"

Riccardo Neiva, ambasciatore del Brasile: "Su immigrazione Italia e Ue dovrebbero prendere esempio dal nostro Paese"

"Un'occasione importante quella alla quale sono stato invitato: ho avuto modo di parlare a giovanissimi studenti di un tema importante come quello dell'Expo 2015 (Nutrire il piante, energia per la vita, ndr)". Ricardo Neiva Tavares, ambasciatore del Brasile a Roma, è raggiante: duemila ragazzi da ogni parte del mondo lo hanno ascoltato nel corso del suo lungo intervento nell'aula magna della LUISS "Guido Carlo", incalzandolo talvolta su tematiche sociali e di sviluppo internazionali ma anche strettamente legate alla realtà brasiliana. Una mattinata impegnativa, ma anche gratificante a giudicare dall'espressione del diplomatico. Accanto a lui, ci sono il direttore generale FAO José Graziano Da Silva e Sebastiano Cardi, delegato permanente per l'Italia alle Nazioni Unite.  Neiva non smentisce lo spirito carioca e, poco prima della nostra intervista, trova anche tempo per una battuta: "Italiano o inglese?". 

Cosa? 
"L'intervista, la vuole in italiano o in inglese?". 
Beh, se proprio ci tiene possiamo farla anche in italiano, non è che ci spiaccia... 
"Peccato, mi ero preparato tutto in inglese. Me la dovrà fare in british!".
Cosa ne pensa di questa giornata? 
"Che è un momento unico e prezioso di confronto tra i giovani, risorsa per il futuro delle Nazioni Unite e le Nazioni Unite stesse che qui possono raccontarsi e far conoscere la propria importante attività e le proprie finalità".
(Lo staff ci fa intendere che non sono gradite domande sul caso Cesare Battisti). Restando in tema di "Brasile terra d'accoglienza"”, come vedete Lampedusa e i continui sbarchi di profughi e di immigrati? 
"Oggi il Brasile ha grandi comunità di stranieri. Di Italiani, per esempio. Ma anche di Libanesi e di Giapponesi, le più estese dopo quelle delle nazioni di origine. Abbiamo arabi ed ebrei che convivono pacificamente tra loro, perché siamo riusciti a sviluppare un clima di accoglienza e di cooperazione".
Lei che idea si è fatto di Frontex e di Mare Nostrum? 
"Una questione geografica, quella dei flussi di migranti che attraversano il Mediterraneo verso il suo Paese. Certo, il problema non è solo italiano ma anche dell'Europa: entrambi dovrebbero trovare soluzioni prendendo, se posso permettermi, come esempio il modus brasiliano di accogliere gli immigrati".
Il main theme dell'Expo 2015 è connesso alle migrazioni: denutrizione, povertà, necessità di cercare fortuna altrove... 
"Milano sarà un momento importante per far conoscere i risultati delle nostre politiche in materia di agricoltura sostenibile. D'altronde, oggi, il Brasile è uno tra i maggiori produttori ed esportatori di prodotti agricoli. Linee guida che riguardano anche la lotta alla povertà".
Nel resto del mondo? 
"Sì, oltreché da noi. Oltre il 7% della popolazione brasiliana vive sotto la soglia della povertà, pertanto ci stiamo muovendo per arginare il problema e cercare soluzioni concrete".


di Marco Petrelli
@marco_petrelli 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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Commenti all'articolo

  • Vittori0

    17 Marzo 2015 - 11:11

    Tutti bravi a darci lezioni,grazie ne sentivamo il bisogno!

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