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La vicenda

Ryanair, aereo in ritardo: lascia a terra il bimbo che doveva subire un trapianto di rene

O'Leary, ad di Ryanair

Nessuno strappo alla regola. In casa Ryanair, la compagnia di volo low cost irlandese, si arriva puntuali. Altrimenti non ci sono giustificazioni che tengano: e si resta a terra. È successo, racconta il quotidiano inglese The Independent, sabato scorso, in un aeroporto spagnolo e a farne le spese è stato - purtroppo - un bambino gravemente malato. Nel senso: il piccolo doveva raggiungere Madrid il prima possibile per sottoporsi a un trapianto, non un’operazione da poco. Ma ha visto l’aereo decollare senza di lui. Il motivo? La sua famiglia si è presentata al gate troppo tardi, quando cioè le ultime chiamate erano già state effettuate.

Così non solo il danno, ma anche la beffa: il piccolo ha visto il velivolo prendere quota e allontanarsi nei cieli sopra Gran Canaria, l’aeroporto nel quale si trovava. Lui, però, è rimasto a terra. Perché quell’invito a presentarsi puntuali all’imbarco, evidentemente, per la Ryanair tanto invito non è, anzi. Si tratta di una vera e propria regola che non ammette eccezioni, nemmeno se a correre, valigia in mano e un poco di speranza in più in tasca, sono due genitori che hanno appena ricevuto la notizia tanto attesa: il loro figlio ha da poco ricevuto un rene e un fegato nuovi.

Così hanno raggiunto l’aeroporto il prima possibile. Destinazione Madrid, o meglio, l’ospedale La Paz della capitale iberica che li aspettava per quell’operazione cruciale: «non c’è tempo da perdere» avevano detto loro i medici al telefono. Appunto. Peccato però che tra l’acquisto del biglietto (il primo disponibile, ovvio), le operazioni di check-in e la corsa verso l’imbarco sono arrivati in ritardo. E l’aereo è decollato con tre posti vuoti.

«Abbiamo vagliato il problema», hanno fatto sapere dalla compagnia aerea made in Dublino «ma sfortunatamente non eravamo in grado di sistemare la famiglia sul nostro volo poiché era troppo a ridosso della partenza». Tante scuse, insomma: ma le regole sono regole. Però «abbiamo fornito piena assistenza alla famiglia». Alla fine quel bambino a Madrid ci è arrivato, sì, ma su un volo Air Europa e circa 70 minuti dopo l’orario previsto.

Un ritardo, tra l’altro, che ha generato «ore di angoscia» anche tra il personale medico dell’ospedale La Paz che aspettava quel piccolo paziente e non lo vedeva arrivare. Addirittura a un certo punto si è temuto il peggio: e cioè che gli organi destinati al bimbo non fossero più utilizzabili, visto il ritardo accumulato. Sulle condizioni di salute del piccolo, e sulla riuscita di quell’operazione chirurgica, non ci sono indiscrezioni.

di Claudia Osmetti

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  • perigo

    perigo

    19 Marzo 2015 - 22:10

    Una cosa sola da fare per punire comportamenti inqualificabili come questo: boicottate Ryanair! Sconsigliatela a tutti! Non volate mai con loro anche se fosse la sola possibilità per le mete che vi interessano. Ciò che è accaduto è ai limiti della decenza umana e andrebbe sanzionato penalmente da qualche giudice, di qua o di là della Manica.

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  • Happy1937

    19 Marzo 2015 - 18:06

    Ad una compagnia che si comporta in maniera tanto disumana dovrebbe essere revocata la licenza. Comunque è tanto tempo che ho smesso di utilizzare Ryanair.

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  • Happy1937

    19 Marzo 2015 - 18:06

    Ad una compagnia che si comporta in maniera tanto disumana dovrebbe essere revocata la licenza. Comunque è tanto tempo che ho smesso di utilizzare Ryanair.

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  • samuel80

    19 Marzo 2015 - 15:03

    Tutta la comprensione, e gli auguri, del mondo ma salire su un aereo non è come salire sul tram. L'iter procedurale, al quale tutte compagnie si devono attenere, evidentemente non permetteva l'imbarco (o davvero credete che a Ryanair siano così stupidi?).

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