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Usa, Barack Obama non ritira le truppe dall'Afghanistan ed evita il caos come in Iraq

Usa, Barack Obama non ritira le truppe dall'Afghanistan ed evita il caos come in Iraq

Obama non dirà mai che ha imparato dalla lezione in Iraq a come comportarsi in Afghanistan, ma è quello che ha fatto in realtà oggi. Nel primo incontro alla Casa Bianca con il presidente Ashraf Ghani, eletto sei mesi fa, il comandante in capo Usa ha infatti promesso che non ci sarà il dimezzamento del contingente di quasi 10 mila unità, che era previsto da tempo che sarebbe avvenuto entro la fine di quest’anno. In Iraq era stata la rinuncia di Obama a concordare con il governo locale una presenza strategica di truppe Use a creare le condizioni per il disastro attuale, stavolta il presidente ha dato ascolto ai suoi generali.

Su richiesta del governo di Kabul, che a sua volta ha visto che l’addio totale e accelerato dei marines da Baghdad ha portato al caos civile interno in Iraq, con la risurrezione di Al Qaeda e il dilagare dell’ISIS, Barack manterrà dunque quasi intatta la presenza americana attuale di 9800 militari, che era destinata a ridursi a 5500 soldati. Il ruolo dei soldati degli Stati Uniti in Afghanistan continuera’ ad essere di doppia natura, l’istruzione e l’addestramento delle forze locali di polizia e dell’esercito, e le operazioni mirate contro il terrorismo dei gruppi fondamentalisti e l’offensiva dei Talebani. Recentemente, lo Stato Islamico ha comunicato di aver “aperto” una sua filiale nel paese.

Ghani ha vissuto 10 anni negli Stati Uniti, dove ha studiato alla Columbia, l’università che ha laureato pure Obama, e punta a ripristinare buoni rapporti personali con la Casa Bianca: come prima mossa è andato a deporre una corona al cimitero militare di Arlington, presso Washington, in segno di esplicita gratitudine all’America per i sacrifici in uomini (2200) e in miliardi di dollari che, in risposta all’11 settembre, hanno permesso il rovesciamento dei Talebani, protettori di Osama Bin Laden, e la costruzione faticosa della attuale democrazia afghana. Ma è un regime democratico ancora in formazione e fragile, che necessita dell’assistenza americana, militare e civile, ancora per qualche tempo. Fosse lasciata al suo destino, Kabul potrebbe ricadere ancora facilmente sotto i colpi dell’offensiva, non solo dei Talebani ma anche dell’ISIS.

Glauco Maggi

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Commenti all'articolo

  • biban

    25 Marzo 2015 - 04:04

    (2) alle braci sulle sponde del Tigri. gli USA hanno distrutto il paese, e tutta l'area, dallo Yemen alla Siria, dall'egitto all'iran della bomba atomica. gli usa hanno armato Isi, per metterli contro la siria ed oggi ce li troviamo a spargere terrore ovunque. E' provato, li americani non conoscono la politica internazonale. Devono prvare, prima o poi una guerra acasa loro. Biban

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  • biban

    25 Marzo 2015 - 04:04

    Gli stati uniti d'america hanno creato tanti e poi tanti problemi negli ultimi anni. Si pensi alla guerra portata all'iraq contro Saddam Husein. Il dittatore iracheno teneva a bada tutta l'aerea medio-orientale, non era un fanatico religioso. Chi e' stato in Iraq in quel periodo sa quanto i giovani fossero liberi di NON andare al venerdi in moschea, bere birra e mangiare pesce alle braci (1)

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