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Il caso del 1994

Airbus, il precedente del pilota marocchino suicida in volo per amore

Airbus, il precedente del pilota marocchino suicida in volo per amore

C'è un caso di suicidio da parte di un pilota d'aereo rimasto nella memoria collettiva. È quello del comandante marocchino Younes Khayati che ha portato alla morte a bordo di un Atr-42 della Royal Air Maroc 44 passeggeri, di cui 8 italiani, e la donna di cui era innamorato, senza essere corrisposto: la sua copilota. I fatti risalgono al 21 agosto 1994, l'aereo sta sorvolando Agadir, a sud del Marocco, quando in cabina scoppia uno scontro tra i due piloti. Un litigio d'amore raccontato dal dialogo allucinante ascoltato nei nastri della scatola nera: "Ma che fai pazzo? Fermati. Vuoi farci precipitare?" urla la copilota, mentre il comandante sta bloccando la cloche dirigendo il jet verso il basso. Lui risponde: "Non mi ami! E allora moriremo insieme", la donna aveva provato a raddrizzare l'aereo, senza riuscirci: "Molla la cloche, ti dico" mentre lui urlava: "Morire... morire...". A quel punto la donna ha provato a lanciare un messaggio via radio: "Allarme, il comandante si è..." ma a quel punto le comunicazioni radio si interrompono. Quello del copilota dell'Airbus infatti  non sarebbe il primo caso di suicidio nella storia dell'aviazione commerciale. Un primo precedente si verifico il 9 febbraio del 1982 quando un DC-8 della Japan air lines precipitò in mare poco prima di atterrare all'aeroporto Haneda di Tokyo. Tutto per colpa di una manovra sbagliata fatta deliberatamente dal comandante, Seiji Katagiri. La commissione d'inchiesta appurò che l'uomo soffriva di disturbi nervosi. Nell'incidente morirono 24 persone e 150 rimasero ferite. Un'altro caso nell'ottobre del 1999, il volo 990 della EgyptAir, partito da New York e diretto al Cairo con 217 persone a bordo, precipitò nell'Oceano Atlantico, al largo dell'isola di Nantucket (Massachusetts), subito dopo il decollo. L'inchiesta della Ntsb (National transportation security board, l'agenzia federale americana che indaga sui disastri aerei) stabilì che il volo fu intenzionalmente sabotato da Gameel El-Batouty, il co-pilota il quale, secondo gli americani aveva manifestato propositi suicidi. E ancora nel dicembre 2013 in Namibia, il capitano attende che il suo vice esca per andare alla toilette e si chiude nella cabina di un Embraer 190 della Mozambique Airlines. Quindi impedisce ai membri dell’equipaggio di entrare. Disattiva il pilota automatico, cambia velocità e altitudine. Infine punta verso terra. Oltre 30 le vittime. Si parlò di problemi mentali dell’ufficiale e di guai familiari. Infine nel marzo 2014, in Malaysia, scompare il volo MH370 mentre percorre la rotta Kuala Lumpur-Pechino. Una delle molte ipotesi è che uno degli ufficiali o una terza persona abbia dirottato il Boeing 777 per poi dirigersi verso sud, in direzione delle acque occidentali dell’Australia.

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Commenti all'articolo

  • aio_puer

    26 Marzo 2015 - 18:06

    Non mi sorprendo. Mi sorprende che in Marocco arruolino donne pilota. Un uomo e una donna in cabina sono un pericolo. Io preferirei tornare indietro e prendere un altro aereo o partire il giorno dopo...

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  • pinux3

    26 Marzo 2015 - 17:05

    Oltre a questo negli ultimi 30 anni ci sono altri sei o sette casi analoghi...

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