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Prima dello schianto

Tragedia Germanwings, gli ultimi minuti. Lubitz chiuso in cabina, il comandante: "Apri la porta". Poi le urla e il panico tra i passeggeri

Tragedia Germanwings, gli ultimi minuti. Lubitz chiuso in cabina, il comandante: "Apri la porta". Poi le urla e il panico tra i passeggeri

"Andrea, apri questa porta!". Patrick Sonderheimer, il comandante dell'Airbus A320 della Germanwings precipitato nel Sud della Francia martedì mattina, aveva lasciato per pochi secondi la cabina di pilotaggio probabilmente per andare in bagno e quando è tornato ha trovato la cabina chiusa ermeticamente dall'interno. Dentro c'era il suo copilota Andreas Lubitz, 28 anni, con 630 ore di volo alle spalle, tedesco come lui e, a quanto emerso, intenzionato per ragioni ancora misteriose a condurre alla morte se stesso e gli altri 149 passeggeri dell'aereo della compagnia low cost di Lufthansa. Quanto accertato dall'esame della scatola nera non è sufficiente per spiegare cos'abbia spinto Lubitz a questa vera e propria strage. Sembrano esclusi per il momento moventi legati al terrorismo, resterebbe in pista l'ipotesi della follia e del disagio psicologico intimo e imprevedibile (depressione e sindrome da burn out, eccesso di stress, l'ultima pista. Chi conosceva Lubitz lo descrive come un ragazzo "piuttosto tranquillo" e un "bravo pilota", ma d'altronde è fin da ora da escludere la tesi dell'errore umano. 


Quei colpi alla porta - "Lubitz ha voluto distruggere quell'aereo", ha detto il procuratore di Marsiglia Brice Robin. Otto minuti per mettere in atto un lucido proposito di morte: attende che il primo pilota prepari il briefing per l'atterraggio a Dusseldorf e che poi si assenti "per qualche bisogno fisiologico". "Prendi i comandi", dice il comandante a Lubitz che, rimasto solo, chiude la porta e inizia le operazioni di discesa, fatale. Non risponde alle richieste di comunicazione della torre di controllo ("Il respiro era tranquillo e regolare", spiega Robin scansando le ipotesi di malore) né agli inviti del comandante a farlo rientrare. Sonderheimer avrebbe dapprima bussato, quindi chiede di aprirgli alzando sempre di più la voce. Il sistema di controllo "della porta della cabina di pilotaggio permette sempre un'apertura dall'interno - ha precisato Alexander Dobridnt, il ministro dei Trasporti tedesco -. Quando questo non è possibile, c'è la possibilità di aprirla con un codice dall'esterno, a meno che non sia esplicitamente impedito dall'interno".

Panico negli ultimi secondi - Forse il comandante ha l'accortezza di non urlare, gettando lo scompiglio tra i passeggeri delle prime file o i tedeschi, che potrebbero aver comunque intuito che qualcosa non stava andando nel verso giusto. Di certo dalle registrazioni audio della scatola nera risulta che i passeggeri si sono resi conto di quanto avveniva solo negli ultimi secondi prima dello schianto: è in quei momenti tremendi, quando i boschi delle Alpi sono apparsi a tutti troppo vicini, che si sono levate urla, pianti e reazioni terrorizzate. Di là, in cabina, Lubitz era ancora vivo, lucido e presente: voleva guidare l'Airbus fino allo schianto finale.

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Commenti all'articolo

  • davidemorini_

    07 Aprile 2015 - 22:10

    La TPNN (Thea Party News Network) ha portato alla luce questi fatti: Lubitz nei mesi di addestramento al volo della Lufthansa a Brema, ha frequentato la vicina moschea Mesjid-ul-Fuqran con successiva conversione all'islam, riporta poi la notizia di una fidanzata musulmana...

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  • bernardroby

    29 Marzo 2015 - 07:07

    Nulla si crea , e nulla si distrugge ..... anche se il dolore rimane a questo mondo esistono anche questi assassini ! Non chiamateli Malati di mente , sono solo malati di orgoglio e di protagonismo , schifosi esseri umani disposti a tutto . La cosa che trovo vomitevole sono alcuni Tg tipo il Tg4, fanno servizzi , con la musica parlando di un pluriomicida , come se la vittima fosse lui ,VERGOGNA !!

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  • bernardroby

    29 Marzo 2015 - 07:07

    Nulla si crea , e nulla si distrugge ..... anche se il dolore rimane a questo mondo esistono anche questi assassini ! Non chiamateli Malati di mente , sono solo malati di orgoglio e di protagonismo , schifosi esseri umani disposti a tutto . La cosa che trovo vomitevole sono alcuni Tg tipo il Tg4, fanno servizzi , con la musica parlando di un pluriomicida , come se la vittima fosse lui ,VERGOGNA !!

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  • routier

    27 Marzo 2015 - 09:09

    Respiro calmo e normale fino all'ultimo ? Che film avete guardato ? Ma fatemi il piacere ! E' molto probabile che la "verità" (in quanto probabilmente scomoda) non sarà mai resa pubblica.

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