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E l'Italia fa una gaffe...

Isis, follia all'Onu. Applausi ai tagliagole: "Almeno non sono razzisti"

Isis, follia all'Onu. Applausi ai tagliagole: "Almeno non sono razzisti"

Passati di moda i grandi classici del doppio standard da ventesimo secolo quali «Hitler ha fatto anche delle cose buone» e «Stalin sarà stato cattivo però ha vinto la guerra», le Nazioni Unite provvedono ad aggiornare l'articolo ai mutati scenari degli anni Dieci: i tagliagole dell'Isis? Brutta gente, per carità, ma almeno non sono razzisti. E la cosa non poteva provenire da fonte più altolocata. A proferire il grottesco giudizio sullo Stato islamico, è infatti nientemeno che il responsabile Onu per i Diritti umani Zeid Raad al-Hussein. Il quale è giordano e musulmano (curriculum forse non dei più indicati per andare a ricoprire il delicato incarico, ma è noto che il Palazzo di Vetro è governato da logiche non sempre le più lineari), e qualche competenza specifica sulla materia dovrebbe anche averla.

Del tutto fuori dal mondo l'Hussein non pare essere, dato che almeno la lucidità necessaria per notare come l'affermazione di cui sopra costituisca «la più terribile delle ironie» ce l'ha. Ma questo non sposta granché la sostanza della questione. Che il nostro pone nei termini che seguono: l' Isis, sostiene costui, «pare accettare di più la diversità etnica tra i propri membri rispetto a quanto facciano alcuni Paesi con le differenze etniche tra i propri cittadini». Insomma, terroristi sì ma in grado di dare lezioni di antirazzismo a mezzo Medio Oriente. E che il problema principale non sia l' Isis ma come si comportano gli altri, l' alto papavero Onu lo esplicita anche subito dopo: i macellai dello Stato islamico sono senza dubbio «un abominio», ma il guaio vero è che là intorno nessuno pensa ai diritti delle minoranze, che gli altri Paesi mediorientali fanno orecchie da mercante di fronte agli abusi e non tengono le locali società civili nel dovuto conto: «Se ci preoccupiamo dei diritti delle minoranze solo dopo che il massacro è iniziato», scandisce solenne, «allora abbiamo già perso».

La cosa divertente che l'Hussein ha detto tutto questo di fronte al Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite che era stato appositamente convocato per fare il punto sulla minaccia rappresentata dall' Isis e che era presieduto dal ministro degli Esteri francese Laurent Fabius, la cui posizione in materia di tagliagole islamici è talmente conciliante che, a suo dire, l' unica cosa sensata da fare con quei pazzi sarebbe prenderli e deferirli senza passare dal via alla Corte criminale internazionale con l' accusa di «genocidio culturale». Da ultimo, resta da dare conto di come gli sproloqui del responsabile Diritti umani non siano stata l' unica cosa vagamente questionabile che le orecchie dei membri del Consiglio si sono viste costrette a stare a sentire. Pur senza raggiungere i picchi toccati dal giordano, anche noi italiani ci siamo messi di impegno per lasciare il segno. Merito del nostro rappresentante permanente al Palazzo di Vetro Sebastiano Caridi. Il quale, forse prestando eccessiva attenzione a non uscire dal seminato del politicamente corretto, nel corso del proprio intervento si è imbattuto in un paio di scivoloni. Come ad esempio quando, recitando uno dei mantra più irrinunciabili dell' approccio islamicamente sostenibile alla materia, butta lì che «le prime vittime del Daesh (denominazione alternativa per l' Isis che tra i pol. corr. si porta parecchio, ndr) sono musulmani».

Frase sicuramente ad effetto, ma che fa un po' a cazzotti con i numeri, dato che la proporzione tra le vittime di fede cristiana (o yazida) e quelle di fede musulmana è di circa cento contro uno.
Quale che sia il pallottoliere, però, l'Italia è in prima linea per combattere i fanatici di Allah. Solo, ha intenzione di farlo a modo proprio e senza mai rinunciare a quel caposaldo dei capisaldi che è il volemose bene: contro l'Isis, dunque, sarà bene dispiegare il nostro secolare know how in termini di lotta al traffico delle opere d' arte, oltre a provvedere «cure mediche, supporto psicologico, ricostruzione delle scuole, supporto alla reintegrazione educativa e sociale, e protezione dell' unicità dell' eredità multiculturale dell' Iraq e di tutta la regione». Il Califfo se la sta già facendo addosso. L'Onu elogia i tagliagole: «Almeno non sono razzisti» Incredibile affermazione del responsabile Diritti umani.


di Marco Gorra

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Commenti all'articolo

  • marcogregu

    31 Marzo 2015 - 22:10

    mi sono recuperato il discorso, facile scrivere robaccia del genere se si decontestualizza, basta fare due più due per capire che in una riunione sulla pericolosità del Daesh (si sono un radical chic) e in cui si è parlato anche di foreign fighters la frase ha totalmente senso.

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  • alkhuwarizmi

    30 Marzo 2015 - 11:11

    La dimostrazione di che cosa sia veramente l'ONU ed i suoi strapagati rappresentanti, tra non poteva non brillare per ipocrisia quello italiano. D'altra parte, quale credibilità può avere l'ONU in cui il responsabile per i "Diritti Umani" è Zeid Raad al-Hussein?

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  • danianto1951

    30 Marzo 2015 - 07:07

    l'ONU è la peggiore organizzazione criminale che la storia della terra ricordi.

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  • totano54

    30 Marzo 2015 - 01:01

    Uno più scemo dell'altro

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