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Strage nel campus di Garissa

Kenya, il drammatico racconto dei sopravvissuti: "La telefonata a casa, poi il colpo alla nuca"

Kenya, il drammatico racconto dei sopravvissuti: "La telefonata a casa, poi il colpo alla nuca"

Giustiziati con un colpo di pistola alla nuca. Sono morti così gran parte degli studenti cristiani nel campus universitario di Garissa, in Kenya. I terroristi islamici somali di al Shebaab, legati ad al Qaeda, li hanno prima separati dai compagni musulmani in base a come erano vestiti, poi li hanno finiti. Il racconto dei sopravvissuti alla strage, riportato dal Corriere, è drammatico. Helen Titus, 21 anni, cristiana, che si è salvata fingendosi morta, ripercorre quelle drammatiche ore: "Appena entrati nel campus gli assalitori si sono diretti verso l’aula magna dove noi cristiani stavamo recitando le preghiere del mattino. Avevano studiato l’edificio, sapevano tutto". Poi si sono diretti verso i dormitori. Hanno urlato ai ragazzi di venir fuori. Alcuni sono scappati buttandosi dalla finestra. Nina Kozel, un'altra sopravvissuta racconta che i suoi compagni che "si sono nascosti sotto il letto e negli armadi sono stati uccisi sul colpo, mentre quelli che si sono arresi sono stati liberati se musulmani e uccisi se cristiani". Salias Omosa, 20 anni, studentessa di pedagogia, riuscita a scappare dopo aver assistito all’esecuzione di due amici dice che prima di sparare i terroristi urlavano in swahili "Non abbiamo paura della morte, questa sarà una buona Pasqua per noi". E ancora: "Hanno costretto i ragazzi a chiamare casa per dire 'noi moriamo perché Uhuru (Kenyatta, il presidente keniano, ndr) persiste a restare in Somalia'", racconta Amuna Geoffreys. Dopo ogni telefonata, uno sparo: venivano uccisi sul colpo, ricostruisce Amuna che durante l'assalto si era nascosto fuori dall’edificio dietro a un cespuglio e sentiva attraverso una finestra aperta le agghiaccianti minacce rivolte dai jihadisti ai suoi compagni.

Cinque arresti - Almeno cinque sospetti sono stati arrestati in Kenya in seguito al massacro all’università di Garissa. A quanto riferisce la Bbc, all’interno dell’ateneo sono stati trovati quattro sopravvissuti, due dei quali sono stati ritenuti sospetti. Uno di questi è un cittadino della Tanzania che non ha alcun legame con l’università. La Cnn cita il ministro degli Interni Joseph Nkaissery secondo il quale i sospetti arrestati sono cinque. Intanto, mentre sale la polemica sulla scarsa protezione assegnata all’università di Garissa, le autorità keniote ne hanno deciso la chiusura a tempo indefinito.

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Commenti all'articolo

  • Gios78

    04 Aprile 2015 - 11:11

    L'unico modo per disfarci dei terroristi é estirpare l'islam da casa nostra per portare la guerra in casa loro. Per fare questo dobbiamo abbandonare la nostra fede oppure, più verosimilmente, interpretarla in un'ottica più medievale. Sarà un regresso certo, ma a mali estremi estremi rimedi.

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  • Gios78

    04 Aprile 2015 - 11:11

    Nietzsche mi pare sostenesse che quella cristiana è una morale da schiavi. Al contrario di quella pagana, identificabile oggi con l'islam, che è una morale da padroni. Finché pagana Roma fu padrona del mondo salvo diventare, con l'editto di Teodosio, una schiappa senza coglioni. Quello che ci frega é il porgi l'altra guancia appreso da catechisti parrocchiali ignoranti e bigotti.

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