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Marine Le Pen contro papà Jean-Marie: "È meglio se non si candida più"

Marine e Jean-Marie Le Pen

L'affermazione sulle camere a gas naziste quali semplice «dettaglio della storia» potrebbe veramente costare caro al patriarca della destra identitaria francese Jean-Marie Le Pen. E non solo in termini giudiziari e pecuniari. Aveva usato gli stessi termini in un’intervista del 1987 e quella volta era stato costretto a sborsare di tasca propria 1,2 milioni di franchi a undici associazioni che avevano sporto denuncia per la frasaccia. Ma ora Marine Le Pen e il nuovo corso del Front national sembrano davvero essersi stufati dei dérapage del vecchio parà, decisamente maldestri e scioccamente anacronistici in un partito in fase di professionalizzazione e purificazione dai sovrappiù xenofobi e razzisti del passato.

E così, ieri su Europe1, Nicolas Bay, segretario generale del Fn e volto muscolare del «marinismo», ha dichiarato che in vista delle prossime elezioni ragionali, la «provocazione» di Jean-Marie «nuocerà naturalmente a una sua candidatura». «Potrebbero esserci altre candidature», ha aggiunto Bay, nonostante il fondatore del Front national, contro il quale la procura di Parigi ha aperto giovedì un’inchiesta per «contestazioni di crimini contro l'umanità», sia convinto di essere la «migliore locomotiva del Fn per le regionali». Florian Philippot, braccio destro di Marine e portabandiera dell’ala gollista del Fn, notoriamente avversa a Jean-Marie e alla vecchia guardia, ha anch’esso dichiarato di essere «certo» che l’uscita sulle camere a gas «indebolisce Jean-Marie Le Pen nella sua capacità di essere capolista» alle regionali di dicembre.

Fino alla frase incriminata, il presidente onorario era il favorito per guidare la lista del Front national nella regione Paca (Provenza-Alpi-Costa Azzurra), ma secondo quanto riportato dal Figaro, Marine, giunta al limite della sopportazione, sarebbe intenzionata a ritirare la candidatura del padre. Una fonte interna al Fn citata sempre dal Figaro, ha spifferato che la presidente del Fn considera la candidatura di Jean-Marie «inopportuna» e l’orientamento sembra ora portare verso la giovane Marion-Maréchal Le Pen, l’astro nascente della droite lepenista, la nipotina cui Jean-Marie lascerebbe il posto da capolista se quest’ultima glielo chiedesse (lo ha dichiarato all’Express qualche settimana fa). Non è esclusa, tuttavia, l’ipotesi di un scontro al vertice tra padre e figlia: il volubile fondatore del Fn potrebbe fare un dispettaccio alla figlia, andando a destabilizzare per testardaggine e orgoglio personale il lavoro certosino fin qui svolto da Marine.

di Mauro Zanon

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Commenti all'articolo

  • ulanbator10

    06 Aprile 2015 - 11:11

    Perché quando i tedeschi si rifiutano, a distanza di anni, di pagare i danni derivanti da crimini contro l'umanità commessi dai nazisti(recenti casi anche in Italia), nessuna autorità istruisce un processo contro il Governo e lo Stato tedesco, per " contestazioni di crimini contro l'umanità ". Rifiutando il pagamento del danno, in pratica, confermano che nulla di criminale fu compiuto da tedeschi

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  • bettely1313

    05 Aprile 2015 - 20:08

    sti ebrei malati di vittimismo. Ma quanto nuoce a tutto il mondo la finanza americana dove gli ebrei la fanno da padrone? Tutto il mondo deve ruotare attorno al dollaro, tutto il mondo si deve inchinare al dollaro. In nome del dollaro va bene destabilizzare, fare guerre di qua e di là. Per chi non lo ricordasse, il nazismo nacque per lo strapotere ebraico in Germania e Jean-Marie non lo dimentica

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