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Minaccia Isis

Terrorismo, Gentiloni: "Anche la guerra pur di fermarli"

Terrorismo, Gentiloni: "Anche la guerra pur di fermarli"

"Per contrastare il terrorismo è inevitabile il risvolto militare". Il ministro degli Esteri Paolo Gentiloni, dopo la condanna del Papa per il "silenzio complice", non esclude la guerra contro i terroristi islamici. "Qualcuno potrà scandalizzarsi", dice a Paolo Conti che lo ha intervistato per il Corriere, "ma questi gruppi vanno affrontati anche sul piano militare". "Dobbiamo decidere se vogliamo assumerci responsabilità chiare, svolgere il nostro ruolo oppure se dobbiamo continuare a tenere questi problemi al di fuori del nostro piccolo mondo, che poi è una semplice illusione. Ma questo comporta spese, e ciò riguarda anche l'opzione militare. L'importante è avere ben chiara la natura di questa persecuzione", puntualizza il ministro che però non vuole ritrovarsi con l'etichetta di crociato cucita addosso e spiega: "Facciamo parte di una coalizione militare anti Daesh impegnata soprattutto in Iraq e in Siria. Ma in futuro si potrebbe valutare l' opportunità di contribuire al contrasto del terrorismo in Libia o di fenomeni come Boko Haram in Nigeria, per esempio. I carabinieri italiani sono impegnati in Somalia per contribuire alla formazione e all'addestramento delle forze armate locali che devono combattere proprio contro i responsabili della strage di Garissa. Insomma, c'è una dimensione militare".

Controinformazione - Gentiloni non usa l'espressione Isis per parlare del gruppo dei terroristi, parla di Daesh: "Lo ritengo un gesto di controinformazione rispetto a chi si attribuisce il ruolo di stato islamico e si autoproclama califfo", sottolinea al Corsera spiegando che è prematuro immaginare una confluenza di diversi gruppi jihadisti nel Daesh. Ciò che sta certamente accadendo, penso a Boko Haram, è che i cupi vessilli neri del Daesh vengono usati da raggruppamenti differenti come in un macabro franchising del terrore, perché quel marchio ha un chiaro impatto mediatico".

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Commenti all'articolo

  • roliboni258

    07 Aprile 2015 - 19:07

    questo fa presto parlare andiamo in guerra, con questi tagliagole ci vuole la bomba atomica e gas nervino,

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  • lamarmora2

    07 Aprile 2015 - 15:03

    PARTE 5 - Ed è questo un compito dei militari, se ne sono ancora capaci. Prima di tutto ciò, quello che viene detto, anche se da un ministro degli esteri, è pettegolezzo da cortile ……, puro dilettantismo e/o propaganda populista! Anche in questo copiamo da qualcuno d’oltreoceano.

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  • lamarmora2

    07 Aprile 2015 - 15:03

    PARTE 4 - e che cosa soprattutto ci convenga fare, senza seguire bovinamente altri, come da sempre facciamo. E dove! Solo questo ci potrà finalmente aiutare a formulare quali opzioni militari siano "percorribili" per noi italiani: distribuire acqua e caramelle per i profughi o persino impegnarsi su più fronti per “combattere”, si proprio COMBATTERE, questi scellerati senza Dio, chiunque Egli sia!

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  • lamarmora2

    07 Aprile 2015 - 15:03

    PARTE 3 - Poi è da vedere quando forse avranno esaurito le fonti di approvvigionamento …………….. che qualcuno gli sta, ad oggi, comunque garantendo!!! E potremo avere delle sorprese un domani! Si conduca quindi una valutazione geopolitica seria, che aiuti a delineare cosa si vuole conseguire “politicamente”,

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