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L'Arabia Saudita cerca boia: da inizio anno già 85 decapitazioni

L'Arabia Saudita cerca boia: da inizio anno già 85 decapitazioni

Boia cercasi. Abilità richieste? Nessuna in particolare se non "essere in grado di decapitare in pubblico ed eseguire amputazioni per reati minori". A offrire lavoro ai tagliateste non è l'isis, ma il regno dell'Arabia Saudita, dove la pena di morte è attivamente praticata per i reati di spaccio di droga, violenza carnale, omicidio, apostasia, rapina a mano armata e stregoneria. Il punto è che nel corso del 2015 il numero di condanne capitale è schizzato alle stelle: dal 1 gennaio a oggi ne sono state eseguite già 85 contro le 87 di tutto il 2014 e l'amminitrazione penitenziaria è a corto di uomini che le eseguano. Da cui il bando per otto posti di boia. Si calcola che dal 1985 al 2013 siano state circa 2.000 le persone giustiziate, facendo dell'Arabia Saudita il terzo Paese per numero di esecuzioni dopo Cina e Iran.

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Commenti all'articolo

  • marari

    19 Maggio 2015 - 19:07

    Perfetto. L'Arabia Saudita pur facendo parte del consiglio di sicurezza dell'ONU, fa quello che le pare. E' la conferma che l'ONU è un'associazione di inutili, pagati per parlare del nulla, tranne mettere bocca sempre su ciò che decide l'Europa, ma mai si è sognato di sanzionare paesi che agevolano l'immigrazione e fanno morire d fame i loro abitanti.

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  • Pugile

    19 Maggio 2015 - 19:07

    Abbiamo tanto da imparare.

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