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Europa a pezzi

Brexit, ecco cosa rischia l'Italia con l'uscita dell'Inghilterra dall'Ue

Brexit, ecco cosa rischia l'Italia con l'uscita dell'Inghilterra dall'Ue

La Banca d’Inghilterra sta valutando le conseguenze sull’economia e la finanza di una eventuale uscita della Gran Bretagna dall’Unione Europea dopo che il premier David Cameron ha ribadito la convocazione di un referendum per la fine del 2017. La notizia dello studio, che avrebbe dovuto rimanere riservato anche all’interno della stessa Banca, è arrivato invece "inavvertitamente" al Guardian, con la copia di una mail con i dettagli dell’operazione, una mail inviata lo scorso 21 maggio a quattro dirigenti dell’istituto dalla segreteria di Sir Jon Cunliffe, il vice direttore per la stabilità finanziaria incaricato di condurre lo studio a cui è stato dato il nome in codice di "Bookend".

Rapporti commerciali - La cosa preoccupa Bruxelles, la Germania dove Angela Merkel avrebbe minacciato Cameron: "Esci e il tuo paese ridurrà ancora di più ka sua quota d'influenza nel mondo", ma anche l'Italia. Il nostro Paese, infatti, ha rapporti economici ben consolidati e se la la Gran Bretagna dovesse davvero uscire dall'Europa, bisognerà riconsiderare tutti i parametri che hanno reso possibile e reciprocamente conveniente interscambio. "Da Finmeccanica a Eni, da Merloni a Calzedonia, da Pirelli a Ferrero: i britannici vogliono da noi quello che ci considerano bravi a fare: vestiti, cibo, auto sportive, mobili, elettrodomestici e birra (sì, persino quella), e collaborano con l' Italia nel campo dell' energia, della difesa e della ricerca spaziale. Noi importiamo da loro farmaci, automobili, hi-tech, whisky, servizi finanziari, tecnologia per l' energia rinnovabile", spiega Vittorio Sabadin sulla Stampa.

Posti di lavoro a rischio - Non solo. "In Gran Bretagna vivono quasi 600 mila italiani, la metà dei quali a Londra. Se la Brexit causerà la perdita di molti posti di lavoro (un milione per gli ottimisti, tre per i pessimisti) anche decine di migliaia di italiani faranno ritorno a casa. Quelli che resteranno dovranno chiedere un permesso di soggiorno e un permesso di lavoro e lo stesso bisognerà fare con i circa 20 mila britannici che vivono in Italia. Londra non sarà più la destinazione preferita dei ragazzi che hanno due lauree e cercano un impegno a Caffè Nero per pagarsi un master: dovranno fare la coda al controllo passaporti e sottoporsi alla trafila burocratica".

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Commenti all'articolo

  • francori2012

    30 Giugno 2015 - 18:06

    Parecchi anni fa,quando si ipotizzava l'entrata della Gran Bretagna nell'Europa,c'era gente fermamente convinta che,quella di Albione era tutta una finta.Ci entrava per scardinarla.Nel frattempo la Merkel e la burocrazia demenziale europea ci ha messo molto del suo nel convincere la G.B.ad uscirsene.Meglio soli che mal accompagnati. Francori2012

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  • VEPA53

    25 Maggio 2015 - 12:12

    Ma perchè non usciamo anche noi dall'UE insieme all'Inghilterra? Fino ad oggi è stata solo una fregatura. Gli venisse un colpo a quel maiale di Prodi, e a tutti quelli che l'hanno sostenuto e che continuano ad inginocchiarsi davanti alla culona.

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