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In coda per farsi esplodere

Parentopoli nell'Isis, i ceceni si lamentano: "Favoritismi nella lista dei kamikaze"

Parentopoli nell'Isis,  i ceceni si lamentano: "Favoritismi nella lista dei kamikaze"

Uno pensava che si fossero limitati a copiare le inquadrature hollywoodiane per i video degli sgozzamenti e i trucchetti per accalappiare i gonzi sui social network. E invece viene fuori che, quanto ad imitazione dell’Occidente, quelli dell’Isis sono talmente avanti da essere già arrivati a Parentopoli.
Il copione è rispettato alla lettera: c’è la cricca che muove i fili nell’ombra, ci sono le torme di amici e parenti che scalano posizioni a forza di spintarelle, ci sono i figli di nessuno che lamentano la scomparsa della meritocrazia ed invocano le pari opportunità. L’unica significativa differenza tra la Parentopoli dell’Isis e gli originali è quella relativa alla natura della graduatoria: in luogo dei classici elenchi degli assegnatari delle case popolari o degli assunti della municipalizzata, ad essere alterata qui risulta essere la lista dei kamikaze.
A rendere ancora più odiosa la faccenda, l’ombra del razzismo strisciante: a denunciare il turpe favoritismo, infatti, è uno sceicco ceceno, che punta il dito contro l’elite saudita che regge lo Stato islamico in Iraq. Costoro, sostiene il predicatore caucasico Kamil Abu Sultan ad-Daghestani in una lunga denuncia apparsa su un forum jihadista, manipolano sistematicamente le graduatorie delle bombe umane escludendo in modo scientifico i gurriglieri delle altre nazionalità per privilegiare familiari e compatrioti onde gonfiare le statistiche e dimostrare che, quanto a guerra santa, i sauditi danno i giri a tutti quanti.
Comprensibile lo scoramento dei ceceni: farsi tutta la strada da Grozny cullando il sogno del martirio solo per vedersi passare avanti qualche raccomandato di Riad solo perché quest’ultimo si ritrova uno zio nell’ufficio giusto dev’essere davvero frustrante. Senza contare l’ingiusto danno di immagine: cosa penseranno mai a casa vedendo che passano le settimane ma a saltare per aria sono sempre e solo i soliti privilegiati?
La denuncia si rende dunque necessaria: la lista dei raccomandati è così lunga, si sfoga Abu Sultan, che molti guerriglieri ceceni fanno addirittura in tempo a morire sul campo di battaglia prima di riuscire ad avere un’occasione di farsi esplodere in un attentato come si deve.
L’episodio in questione è spia di un disagio più profondo: il problema dell’abbondanza di volontari e della relativa superfetazione delle liste d’attesa per kamikaze è infatti diventato talmente endemico che l’Isis si è recentemente visto costretto a diffondere una sorta di manualetto per avvisare gli aspiranti bombaroli suicidi circa la lunghezza delle graduatorie: «Ricordiamo a chi si iscrive alle liste per il martirio che dovrà avere molta pazienza», c’è scritto. E magari anche qualche santo in paradiso.

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Commenti all'articolo

  • allianz

    25 Maggio 2015 - 12:12

    Calma ragazzi..avanti che c'è posto.

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