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La bozza del documento

Immigrati, Ue: "Rimpatrio più veloce per i migranti economici". Nessun accordo sulla redistribuzione

Immigrati, Ue: "Rimpatrio più veloce per i migranti economici". Nessun accordo sulla redistribuzione

L'Europa "ha bisogno di un approccio equilibrato e geograficamente completo" alla questione dell'immigrazione "basato sulla solidarietà e la responsabilità": si apre con queste parole il capitolo
sull'immigrazione, secondo la prima bozza delle conclusioni Consiglio europeo in programma per il 25 e 26 giugno. Il punto chiave su cui i capi di Stato e di governo intendono mettere l'accento in quella occasione è un maggiore impegno sui rimpatri di coloro che non hanno diritto alla protezione internazionale: "Politiche efficaci di rientro per quelli che non sono qualificati per la protezione sono una parte essenziale della lotta all'immigrazione irregolare e aiuteranno a scoraggiare le persone dal mettere a rischio le proprie vite", si legge nella bozza. Di fatto, si fa riferimento a tutti quei migranti "non profughi" ma in viaggio per motivi economici, per sfuggire cioè alla povertà dei paesi di provenienza. L'Ue si impegnerà a mobilitare "tutti gli strumenti per promuovere le riammissioni dei migranti economici illegali nei Paesi di origine e transito".

"Distribuzione dei migranti", niente di fatto - Sul tema "Relocation/Resettlement", ovvero redistribuzione e reinsediamento, il documento è lasciato in bianco, in attesa della discussione di martedì prossimo fra i ministri degli Esteri dei 28. Secondo le ultime indicazioni, infatti, una dozzina di paesi sarebbe pronta a contrastare la proposta della Commissione sull'obbligo per i paesi di accogliere una parte di 40mila migranti approdati dal 15 aprile scorso in Grecia e Italia e il cui diritto all'asilo è stato verificato. La discussione su questo punto, ammettono le fonti, è ancora in alto mare. Sul tema dei rimpatri c'è invece la volontà comune di accettare le proposte contenute in una lettera che il commissario Dimitris Avramopoulos ha già mandato ai 28. 


Gentiloni: "60 milioni di euro non bastano" - Approvare la proposta della Commissione europea sulla redistribuzione dei richiedenti asilo e ottenere maggiori fondi da destinare ai paesi che sono in prima linea, perché "60 milioni non è un impegno sufficiente". E' questo che Paolo Gentiloni, ministro degli Esteri, chiede ai paesi membri dell'Unione europea per affrontare l'emergenza immigrazione. "Il fatto che ai paesi impegnati in prima linea vengano destinati al momento 60 milioni di euro non è un impegno sufficiente per la più grande superpotenza commerciale del mondo", dice Gentiloni a margine della giornata conclusiva della VII Conferenza Italia-America Latina e Caraibi, in corso a Expo. Gentiloni spiega che, in vista del prossimo summit europeo dedicato all'immigrazione, come Italia "ci accontentiamo di due cose: primo, l'approvazione della proposta della Commissione che prevede la redistribuzione di una parte dei richiedenti asilo tra i diversi
paesi; in secondo luogo - sottolinea il ministro - chiederemo più risorse per i paesi che sono impegnati nell'accoglienza in prima linea, che sono oggi l'Italia e la Grecia e che domani possono essere
altri paesi".

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Commenti all'articolo

  • infobbdream@gmail.com

    infobbdream

    31 Agosto 2015 - 08:08

    in un paese civile, russia o usa se ti trovano in strada senza documenti semplicemnte ti arrestano, non puoi camminare senza meta o ciondolare in attesa della vecchia da ribaltare per fregargli qualche cosa, qui si, per forza vengono tutti, hanno la pensione sicura, sanità gratis, e casa. appena arrivano, fanno ciò che vogliono e sono anche protetti, chi di voi nella situazione loro non lo farebbe

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  • scristo

    30 Agosto 2015 - 16:04

    Salvatore, Siamo un paese che se l'Europa ci dice chiudetevi gli occhi per una settimana lo si fa. Al?ora una persona normale pensa che qualcosa non va.

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  • fausta73

    14 Giugno 2015 - 16:04

    metteteli in aereo e mandateli in arabia saudita

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  • filen

    filen

    13 Giugno 2015 - 18:06

    Si sveglia eccome loro hanno chiuso le frontiere e da la non si passa mentre i kompagni rossi continuano a blaterare in tv

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