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Le accuse

Siria, la guerra dimenticata e quel rapporto dell'Onu che fa infuriare Assad

Siria, la guerra dimenticata e quel rapporto dell'Onu che fa infuriare Assad

Non era sufficiente la guerra, ora ci si mette anche l'Onu ad aumentare le tensioni in Siria, dove gli scontri fra governativi e miliziani islamici continuano. Neanche una settimana fa, le operazioni militari di Damasco hanno interessato le aree di Homs, Hama, Lattakia e a Idleb; secondo fonti governative, i terroristi di Jaish al-Fath avrebbero subito molte perdite. 220mila morti in quattro anni, città d'arte presidio della Civiltà distrutte, una nazione al collasso e milioni di profughi che si riversano nel vicino Libano: questi i numeri di un paese in ginocchio, che i media pare abbiano dimenticato. I media, perché qualcuno invece all'Onu si ricorda eccome di Damasco e del suo governo. Magari non nel modo più indicato. Il 5 giugno scorso, infatti, l'Office of the special representative of the Secretary General for childrend and armed conflicts dell'UN, nel Report of the Secretary-General to the Security Council (A/69/926–S/2015/409) ha denunciato il coinvolgimento di minori in operazioni di guerra, torture e arresti arbitrari in Siria.

Il rapporto - Secondo il documento, 271 ragazzi e 7 ragazze sono sotto le armi, ripartiti fra il Free Syrian Army (FSA), le Kurdish People’s Protection Units, l'Isis e il Fronte Al Nusra. I reclutatori si rivolgono alle famiglie meno abbienti, indorando la pillola dell'ingaggio con la promessa di un salario di 400 dollari al mese.

Assad - Il Report punta il dito anche su Damasco, accusando il governo di Assad di aver ucciso e torturato diverse centinaia di ragazzi. L'Onu parla chiaro: oltre 360 i minori uccisi dai governativi (non è però indicato il lasso di tempo in cui siano avvenuti i decessi) e quasi 800 quelli mutilati da attacchi delle forze armate siriane. Non mancano, poi, gli arresti illegali e le confessioni estorte sotto tortura. La replica di Damasco non si fa attendere. In una nota ripresa da SANA (Syrian Arab News Agency), Bashar al Jaafari (rappresentante siriano alle Nazioni Unite) spiega che, sin dall'inizio della crisi "la collaborazione con l'Ufficio di Leila Zerrougui è stata molto stretta. Le abbiamo fornito documenti con date, luoghi e nomi di bambini uccisi dai terroristi, ma ora scopriamo che quei dati non sono stati usati per la redazione (del Report)".

Come la Libia - Per Al Jafaari il documento stilato da Zerrougui è “uno strumento nelle mani di alcuni influenti paesi membri di questa organizzazione internazionale (ONU) per intaccare l'immagine del governo siriano", aggiungendo che gli occidentali dovrebbero invece preoccuparsi di isolare i paesi che sostengono il terrorismo. A riportare il discorso sul futuro della Siria è Vladimir Putin che, nel corso del St. Petersburg International Economic Forum, si è detto disponibile a mediare con Assad affinché la soluzione del conflitto sia politica e non armata. Quanto ad un eventuale cambio di regime, Putin ha tenuto a sottolineare che “certe scelte spettano al popolo siriano”, chiaro riferimento all'intervento estero in Libia e alle conseguenze che esso ha provocato.

di Marco Petrelli
@marco_petrelli

 

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Commenti all'articolo

  • PROMECO

    22 Giugno 2015 - 08:08

    l' Onu è strettamente nelle mani dei papi cristiani, anglicano e cattolico è una organizzazione criminale sorta sulle macerie fumanti dei bombardamenti a tappeto in Europa e della bomba atomica in giappone. che aspettarsi da questi compagni di merende ?

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