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Dopo le sanzioni a Vladimir

Il mediocre Obama ha fatto di Putin uno zar

Il mediocre Obama ha fatto di Putin uno zar

«Se la Svezia entrerà nella Nato, saremo costretti a puntarle i nostri missili contro»: questa recente affermazione di Putin contiene tutta l'assurdità della politica europea e americana verso la Russia e spiega bene il 60% e passa dei consensi che Vladimir Putin riscuote tra i russi. L'ipotesi che la Svezia abbandoni la sua tradizionale e secolare neutralità (che mantenne persino durante la seconda guerra mondiale) è stata avanzata negli ultimi mesi da ambienti di Stoccolma, su palese pressione americana. A riprova che tutta la politica di Barack Obama punta a una espansione militare nei Paesi dell'Europa dell'est e del Baltico, ben al di là di quanto già fatto durante la crisi Ucraina.

Il risultato è naturalmente speculare: a fronte della minaccia occidentale Putin, che è un mediocre politico, cresciuto nella grigia opacità del Kgb, diventa agli occhi della popolazione russa un «grande leader» che risponde per le rime, che calca la mano e il linguaggio in termini bellicisti, e si contrappone all’Occidente con una logica di potenza.
Una strategia, quella di Obama, bollata come sbagliata e fallimentare da Henry Kissinger e da Helmuth Schmidt, i due grandi personaggi che pure si inventarono la strategia degli euro missili da puntare contro Mosca, insospettabili, dunque di ogni tendenza filo russa. Ma è la strategia aggressiva e da Guerra Fredda seguita dalla presidenza Usa e - purtroppo - anche dall'opposizione dei Repubblicani che recentemente, approvando il bilancio di 612 miliardi per la Difesa Usa (con un incremento del 2,1%) hanno suggerito che gli USA armino direttamente l'esercito di Kiev per renderlo in grado di contrastare militarmente i filo russi. Suggerimento che svela il paradosso e l'insensatezza della strategia di Obama e dell’Europa nei confronti della crisi ucraina. L'accordo di Minsk2, infatti consacra col riconoscimento occidentale un fatto incontrovertibile: l'esercito di Kiev ha sonoramente e vergognosamente perso la guerra contro i filo russi (e i soldati russi mascherati da volontari), segno chiaro di una strategia non solo sbagliata, ma anche perdente nei fatti.
Ma l'aggressività militare di Obama e della UE (non condivisa, va detto, dal governo Renzi che si accoda) è perdente anche sotto un altro profilo. Trasforma infatti Putin in un leader di caratura mondiale di riferimento per tutti i Paesi che considerano sbagliata, a ragione, la strategia di americana su altri quadranti di crisi. Persino l'Arabia Saudita, per 60 anni il più fedele alleato degli USA in campo arabo, ha mollato un sonoro ceffone agli USA e ha scelto non solo di dotarsi di un armamento atomico, ma di approvvigionarsi non presso la eccellente industria nucleare americana, ma presso la più mediocre industria nucleare russa. Pochi giorni fa, infatti il Ministro della Difesa saudita Salman, figlio del re, ha firmato a Mosca un grande contratto di fornitura di impianti nucleari russi. Una chiara risposta al centro stesso della strategia mediorientale di Obama: Riad considera giustamente demenziale la logica seguita dalla Casa Bianca nella trattativa con l'Iran sul nucleare, è certa che permetterà agli ayatollah di dotarsi di una bomba atomica da qui a poco e risponde per le rime, sia nei confronti di Teheran, che di Washington, dotandosi di una bomba atomica. Russa, per di più.

La sfiducia nell'ex alleato occidentale che sono ad ora ha garantito la sicurezza di Riad è aperta, conclamata, definitiva. Ma le reazioni negative per il campo occidentale della strategia di Obama non sono solo queste. Putin è ormai diventato il leader che sta guidando un clamoroso e pericolosissimo riavvicinamento della Russia a una Cina pericolosamente aggressiva nei confronti di tutti i Paesi asiatici e si prepara persino a dividere l'Ue. È infatti ovvio che il leader greco Tsipras ha trovato nel leader del Cremlino una sponda forte per reagire all'isolamento dall'Europa. Lo spingono in questa direzione solidi rapporti storici, in primis la comune religione ortodossa e più banali e concreti interessi prosaici. La firma dell'accordo per il passaggio in Grecia del Turkish Stream, il gasdotto che priva di fonti energetiche possibili appunto l'Ucraina e l'Est Europa, è un passo enorme verso la creazione di un asse Mosca-Atene che può addirittura permettere a Putin, per estrema e ancora lontana ipotesi, di disporre del voto greco per far saltare alcune decisioni dell'Ue. Nel complesso, dunque, la strategia obamiana è tanto tracotante, quanto cieca e perdente.

di Carlo Panella

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Commenti all'articolo

  • eziocanti

    23 Giugno 2015 - 10:10

    E' conclamato che Obama è il peggior presidente che gli Stati Uniti abbiano mai avuto, purtroppo l'Europa si è accodata in ordine alle sue decisioni di imporre le sanzioni contro la Russia, sanzioni che danneggiano solo l'Europa e, in particolare, l'economia italiana. I denigratori di Berlusconi che aveva fatto buoni accordi con Gheddafi e Putin sono proprio dei poveretti senza cervello !!! Ez.

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  • emigratoinfelix

    23 Giugno 2015 - 10:10

    Michelle lo ha fatto becco,non lo fa mangiare come vorrebbe e non lo fa fumare.Obama e´stressato,oltre che incapace,edallora gli vengono le paturnie belliciste,dimenticando che la russia non e´Irak,afghanistan e che non si fa toccare impunemente il c...lo Putin politico mediocrevi rammento che il mondo deve a lui se non e´scoppiata una devastante guerra con iran.Pero´il nobel per la pace a Obama

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  • direnzomlg

    23 Giugno 2015 - 10:10

    Io ritengo che volgarità e insulti ricadono su chi le scrive e svuotano di valore quello che uno dice. Se poi si è cristiani volgarità e insulti contro il prossimo sono anche una colpa, un peccato anzi. Si criticano le idee e se ne adducono le ragioni, non si giudicano le persone. E' anche educazione. Volgarità e insulti sono la sconfitta della verità e della ragione. Padre Giuliano Di Renzo

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    • emigratoinfelix

      23 Giugno 2015 - 18:06

      Padre Giuliano,i commenti non fanno morti ne´feriti,non devastano interi paesi e non portano alleguerre civili anche quando son sanguigni e,magari,sopra le righe.Il suo Obama invece di morti sulla coscienza,ammesso ne abbia una,ne ha fin troppi,e parliamo di civili inermi.Atti che vanno considerati autentici crimini di guerra.Il vero oltraggio e´quel nobel per la pace del quale lo han insignito

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  • routier

    23 Giugno 2015 - 09:09

    Putin e Obama: il confronto è impietoso. Il "coloured" ne esce con le ossa rotte. Povera America, come hai scelto male !

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