Cerca

L'attacco jihadista

Attentato a Lione, così hanno agito i due terroristi: avevano già decapitato la vittima, volevano far esplodere la fabbrica di gas

Attentato a Lione, così hanno agito i due terroristi: avevano già decapitato la vittima, volevano far esplodere la fabbrica di gas

Volevano compiere una strage in grande stile i due attentatori che questa mattina, verso le 10, hanno attaccato un impianto di gas industriale a Saint Quentin Fallavier, vicino a Lione in Francia. L’intento, probabilmente, era quello di far esplodere l’intera struttura, che conta più di quaranta dipendenti. I terroristi conoscevano il posto, sapevano come entrarci e si erano organizzati in precedenza, pianificando il tutto. I due, spiegano le fonti, lavoravano per una ditta di consegne che ha sede nella vicina Chassieu. Il sospetto responsabile dell’attacco, identificato come Yasin Salhi, sarebbe arrivato nella sede dell’azienda Air Products a bordo di un furgone che aveva l’autorizzazione necessaria ad accedere.

La vicenda - Secondo le prime informazioni, Salhi portava all’interno del veicolo il cadavere del suo capo, che aveva probabilmente ucciso la mattina stessa. Una volta nella fabbrica di Saint-Quentin-Fallavier, l’attentatore ha lasciato la testa del cadavere decapitato sopra una palizzata insieme a bandiere con iscrizioni legate all’islam e ha poi deposto il corpo a una decina di metri. Al momento non è stato possibile confermare se le iscrizioni siano legate allo Stato islamico, fra le cui pratiche diffuse c’è la decapitazione delle sue vittime.  L’attentatore si è poi diretto all’ingresso dell’azienda e, dopo avere ammonticchiato delle bombole di gas, vi ha fatto schiantare contro il furgone. Ad appena 300 metri di distanza si trova una stazione dei pompieri: subito dopo che si è sentito il boato alcuni vigili del fuoco si sono recati verso la sede di Air Products e qui uno di loro ha braccato il presunto assassino. Per l’attentato finora sono stati compiuti tre arresti: il presunto autore dell’attacco, la moglie (che da circa sei mesi viveva vicino Saint-Priest con il marito e tre figli) e un’altra persona il cui ruolo nei fatti non è ancora chiaro.

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su Libero Quotidiano

Caratteri rimanenti: 400

Commenti all'articolo

  • Argonauta

    27 Giugno 2015 - 07:07

    E' andata bene!, l'esplosione di un impianto di frazionamento e stoccaggio gas criogenici è una bomba ad alto potenziale.

    Report

    Rispondi

  • bettely1313

    27 Giugno 2015 - 01:01

    e noi dovremmo dare lavoro a gente simile...

    Report

    Rispondi

  • Yossi

    26 Giugno 2015 - 22:10

    Mi spiegate perché scrivete " presunto " autore quando è assodato che è l'assassino ? Aspettiamo i tre gradi di giudizio perché politicamente corretto ????? Di questo assurdo conformismo ne ho le scatole piene

    Report

    Rispondi

  • koch

    26 Giugno 2015 - 20:08

    In Italia questi terroristi verrebbero subito rilasciati perché volevano sì fare esplodere un deposito di gas, ma in definitiva poi l'esplosione non c'è stata, quindi il reato non esiste e per quanto riguarda la persona decapitata si è trattato di un omicidio colposo in quanto il malcapitato si è trovato lì, proprio davanti all'attentatore al quale è sfuggito di mano il coltello.

    Report

    Rispondi

blog