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Allerta massima

Terrorismo, dall'Italia alla Turchia, dall'Egitto all'Estremo Oriente: quali sono le mete turistiche nel mirino dei terroristi

Terrorismo, dall'Italia alla Turchia, dall'Egitto all'Estremo Oriente: quali sono le mete turistiche nel mirino dei terroristi

Il venerdì nero del jihadismo, con 93 morti in 3 continenti, getta ombre oscure sui prossimi mesi. La strage di Sousse, con 37 turisti occidentali trucidati in spiaggia da un commando di terroristi, suona da nuovo campanello d'allarme nella stagione delle vacanze, come già lo è stato qualche mese fa l'eccidio al Museo del Bardo di Tunisi. Logico, dunque, fare maggiore attenzione nello scegliere le proprie mete delle ferie o, nel caso, rivedere le proprie prenotazioni. 

Europa - Ovviamente l'Europa è uno degli obiettivi sensibili dello Stato islamico. I jihadisti in Libia da mesi ripetono che il loro obiettivo sia conquistare Roma, ma nell'attesa fino ad oggi hanno avuto successo solo i loro richiami ai "lupi solitari", immigrati o naturalizzati già presenti nel Vecchio Continente. A Parigi (Charlie Hebdo) come a Copenaghen e ora a Lione, a colpire non sono stati "commando" organizzati provenienti dallo Stato Islamico, ma gruppuscoli di uno, due  o tre "teste calde", disperati o fanatici. In questo senso, nonostante l'allerta massima dei servizi segreti, è quasi impossibile prevedere dove e quando possano colpire. Ovviamente, i grandi centri turistici e culturali sono nella prima fascia degli obiettivi sensibili: Londra, Parigi, Berlino, Madrid, Barcellona. In Italia, fari puntati su Roma, Milano (con l'Expo), Torino (con la Sindone), Venezia, Firenze, Napoli. La Turchia rappresenta un caso a parte: fino a oggi è stato il paese "occidentale" che più ha chiuso gli occhi sulle atrocità nella vicinissima Siria, un po' per timore di venire coinvolta nella Jihad del Califfato un po' per connivenza ideologica. Ora che il presidente islamista Erdogan ha perso potere, colpire il Paese nei suoi centri economico-turistici più floridi (da Istanbul alle isole) potrebbe servire ai terroristi per scoraggiare eventuali prese di posizione filo-Nato.

Africa - Tutta l'area del Maghreb e del Mediterraneo è percorsa dai fremiti filo-jihadisti. Fino allo scorso febbraio la Tunisia stessa era considerata un posto relativamente sicuro, così come il Marocco (i cui confini sono blindatissimi). L'altro grande Paese turistico del Nord Africa, l'Egitto, è in gravissima crisi politica interna, con l'ex presidente Morsi, leader dei Fratelli Musulmani, condannato a morte. Di fatto, una miccia accesa sebbene la fazione islamista non sia mai stata ufficialmente vicina al terrorismo jihadista. Ma sul Mar Rosso e in Sinai sono decine di migliaia i turisti che ogni anno affollano le località balneari. Nel febbraio di un anno fa la Farnesina aveva invitato i nostri connazionali a evitare viaggi in quelle zone. Allerta che ovviamente ora torna attualissima. In Libia, naturalmente, nessuno osa già ora andare in vacanza, mentre anche in Algeria la situazione è incandescente. Anche il Kenya, mèta turistica tradizionale per molti italiani, è stato scosso da sanguinosi attentati

Asia - Nel Medio Oriente, nel mirino potrebbe finire la schieratissima (con l'Occidente) Giordania (fari puntati su Aqaba, città gemella dell'israeliana Eilat), mentre poco cambia per Israele, da sempre obiettivo primario del fondamentalismo islamico (extra Al Qaeda e Isis, va detto). Blindatissimi sono invece quei paesi, ricchi, che da anni hanno scambiato più o meno tacitamente la pace con laute elargizioni sui conti correnti dei terroristi, Bin Laden prima e Califfo ora: Oman, Qatar, anche Emirati Arabi Uniti. Ma la minaccia islamica potrebbe arrivare fino in Estremo Oriente, dalle Filippine alla Indonesia.

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Commenti all'articolo

  • mariozambra

    26 Giugno 2015 - 22:10

    Tutto il mondo occidentale sta a guardare interessa solo il bisnis della vendita delle armi.

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