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L'autopsia

Attentato in Tunisia, Seifeddine Rezgui era strafatto di cocaina

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Attentato in Tunisia, Seifeddine Rezgui era strafatto di cocaina

Era strafatto di coca, come un "infedele" qualunque, Seifeddine Rezgui, l'uomo che la settimana scorsa ha ucciso 38 persone sulla spiaggia a Sousse, in Tunisia. L'autopsia, riporta il Daily mail, ha svelato che l'attentatore era sotto l'effetto di sostanze stupefacenti. Di più: vicino al cadavere la polizia ha anche rinvenuto alcuni ordigni inesplosi, a prova del fatto che se non fosse stato fermato il terrorista avrebbe colpito ancora.

Testimoni hanno poi affermato che Rezgui rideva mentre massacrava con un kalashnikov i turisti in spiaggia."A un certo punto - dice Paul Short, che era presente al momento della strage - si è messo il fucile in spalla e ha iniziato a scattare foto con il cellulare ai corpi delle vittime. E rideva".

In realtà non è una novità che i combattenti dell'Isis assumano droghe per sentirsi invincibili sul campo di battaglia. "L'autopsia ha dimostrato che l'uomo ha agito sotto l'effetto di sostanze stupefacenti - rivela una fonte al Daily mail - la stessa droga che i miliziani dello Stato Islamico assumono prima degli attentati, e che li rende incapaci di intendere e di volere".

Alcuni suoi compagni di università hanno raccontato alle autorità che Rezgui, 23 anni, dissimulava perfettamente il suo fanatismo bevendo alcolici e facendo sesso con molte ragazze.

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Commenti all'articolo

  • vmannel

    01 Luglio 2015 - 14:02

    ...e come ha fatto a sparare così bene ? Un kalashikov non è un giocattolo

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