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Wikileaks pubblica dossier top secret: Merkel spiata da Obama

Wikileaks pubblica dossier top secret: Merkel spiata da Obama

A Obama piace spiare dal buco della serratura le mosse della Merkel. Non è la prima volta che il presidente degli Stati Uniti viene beccato con le mani nel sacco (accadde già nel 2013), ma il dossier pubblicato da Wikileaks ieri mattina (2 luglio) che rivela l'attività di spionaggio a stelle e strisce nei confronti della cancelliera tedesca, ha fatto davvero infuriare Angela.

Spione - Bollato con due gradi di ulteriore segretezza oltre il top secret, questo fascicolo spicca per la sensibilità delle informazioni che contiene. E infatti la Merkel si è indispettita a tal punto da richiedere un colloquio con l'ambasciatore statunitense a Berlino per ricevere delle spiegazioni sul fatto. Cosa hanno intercettato quelli della National Security Agency di così grave? Innanzitutto l'attualità scottante: riservatissime telefonate fra il cancelliere tedesco e il suo assistente personale a proposito della strategia per risolvere la crisi greca. E poi ancora telefonate nelle quali la Merkel sosteneva la necessità di fare pressioni agli USA e alla Gran Bretagna perché approvassero la tassa sulle transazioni finanziarie (loro che la osteggiavano) e nelle quali esprimeva senza peli sulla lingua opinioni sulle posizioni dei grandi nomi dell'Europa: il presidente della Commissione europea José Manuel Barroso, l'ex presidente della Bce Jean-Claude Trichet e il presidente del Fmi Christine Lagarde. Dalle intercettazioni emerge anche un dettaglio imbarazzante per la stabilità della sua politica: la sua spiccata divergenza di opinioni in politica con il ministro delle finanze tedesco Wolfgang Schauble. Ma non solo: si scopre grazie a questo dossier che l'Nsa ha spiato anche le telefonate di ben sessantanove funzionari del governo tedesco, incluso il ministro dell'economia e vice cancelliere Sigmar Gabriel.

Non solo la Germania - La posizione della Casa Bianca si aggrava perché Wikileaks continua romperle le uova nel paniere. È di appena la settimana scorsa la fuga di notizie e di documenti che testimoniano che per ben sei anni, dal 2006 al 2012, gli Stati Uniti hanno spiato tre presidenti francesi: Jacques Chirac, Nicolas Sarkozy e François Hollande. Obama ha cercato di mettere una pezza sulla situazione, ma è evidente come quest'attività di spionaggio così spietata corroda i rapporti politici fra gli stati europei e gli USA. Julian Assange, noto volto di Wikileaks, parla addirittura di gravi implicazioni geopolitiche: l'America spiona è curiosa delle dinamiche economiche dell'Europa in difficoltà con la crisi. Fin troppo curiosa.

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