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Tattica ellenica

Grecia, Yanis Varoufakis: "Volevano umiliarci, ora trattiamo". Il governo: "Non emetteremo una moneta parallela"

Yanis Varoufakis

In Grecia vince il "no", e dunque viene bocciata la proposta dei creditori. A detta dei più, dunque, si profila anche l'uscita dall'euro di Atene, una possibilità confermata anche dal presidente del Parlamento europeo, Martin Schulz, che ha sottolineato come in caso di vittoria dei no "la Grecia uscirà dall'euro". E sul fatto che questo referendum, in fondo, fosse una consultazione sulla moneta unica in pochi hanno dei dubbi. Peccato però che proprio mentre in Grecia si comincia a comprendere che i "no" sono in vantaggio, il portavoce del governo greco abbia sentito il bisogno di affermare che "il governo greco non sta valutando se emettere una nuova moneta". Niente ritorno alla dracma, dunque. Il portavoce Euclid Tsakalotos ha sottolineato: "Non stiamo valutando una moneta parallela. Io non credo che essi abbiano intenzione di buttarci fuori. Siamo pronti a incontrarli anche stanotte".

Gli incontri - E l'incontro, in effetti, potrebbe tenersi a breve. Molto a breve. Alexis Tsipras sarebbe già pronto per partire per Bruxelles, dove vuole provare a riaprire la trattativa (una trattativa che sarà difficile riaprire). Nel frattempo la cancelliera Angela Merkel volerà a Parigi, per incontrare il presidente francese Francois Hollande e confrontarsi sugli sviluppi della situazione in Grecia dopo il risultato, eclatante, di oggi. Dalle istituzioni europee, subito, è arrivata la richiesta a Tsipras di proporre "un pacchetto di riforme serie". I margini sono stretti, anzi strettissimi, ma un ultimo tentativo per evitare il default della Grecia sarà fatto: si inizia tra poche ore.

Le parole di Varoufakis - Ed è in questo contesto che, dopo la vittoria del "no", arrivano le infuocate dichiarazione di Yanis Varoufakis, il ministro-centauro delle Finanze, che si presenta in t-shirt in conferenza stampa. "In questi 5 mesi i nostri creditori hanno rifiutato ogni proposta di discussione, volevano umiliarci. Da domani, grazie a questo bel no, chiameremo i nostri partner per trovare un terreno comune". Secondo Varoufakis, "il no di oggi è un grande sì alla democrazia, un no all'Eurozona intesa come bunker blindato ma sì a un'Europa di benessere e speranze per tutti". Un messaggio sia di guerra sia di pace, quello di Yanis. Lo scontro continua.

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Commenti all'articolo

  • Janses68

    06 Luglio 2015 - 13:01

    E' un messaggio di ribellione. Non hai i numeri per stare nell'eruo ? Bene ridacci tutto quello che ti abbiamo dato e cambia moneta. Da oggi la grecia e' paese straniero. Se vuoi qualcosa la paghi il triplo perche' come paese siete una piaga per l'euro zona.

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  • rocambole

    06 Luglio 2015 - 13:01

    I Referendum e i Plebisciti sono una gran bella cosa. I Greci hanno scelto di stare con l'Euro e di essere aiutati finanziariamente. E' una decisione che va rispettata. Ora però è il turno degli altri Europei di votare se desiderano seguitare ad aiutare finanziariamente i Greci o no..

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  • rocambole

    06 Luglio 2015 - 12:12

    I Referendum e i Plebisciti sono una gran bella cosa. I Greci hanno scelto di stare con l'Euro e di essere aiutati finanziariamente. E' una decisione che va rispettata. Ora però è il turno degli altri Europei di votare se desiderano seguitare ad aiutare finanziariamente i Greci o no..

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  • rocambole

    06 Luglio 2015 - 12:12

    I Referendum e i Plebisciti sono una gran bella cosa. I Greci hanno scelto di stare con l'Euro e di essere aiutati finanziariamente. E' una decisione che va rispettata. Ora però è il turno degli atri Europei di votare se desiderano seguitare ad aiutare finanziariamente i Greci o no..

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