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Belpietro: Vi dico chi è peggio fra la Merkel e Tsipras

Belpietro: Vi dico chi è peggio fra la Merkel e Tsipras

Nessuno sa dire come finirà con la Grecia, se cioè le banche elleniche falliranno trascinando con loro tutto il Paese o se interverrà la mano tesa di Mario Draghi a scongiurare anche questa volta il peggio. A prescindere da ciò che succederà ad Atene, una cosa però si può dire con certezza ed è che niente sarà più come prima. Se cioè prima in Europa esisteva un punto fermo e cioè che la Germania decideva e poi gli altri erano costretti ad adeguarsi, adesso si sa che qualcuno può anche reagire e impuntarsi. Magari questo significherà trascinare un Paese alla bancarotta, danneggiando gli altri che lo avevano aiutato e provocando un terremoto che rischia di essere pagato a caro prezzo da tutti. Ma Angela Merkel non è la padrona d' Europa.

Si può essere d' accordo o meno con la politica di Alexis Tsipras (e noi come è noto non lo siamo, perché i debiti si pagano e il comunismo non si resuscita), ma un dato di fatto gli va riconosciuto. Con la cocciutaggine della disperazione egli è andato a testa bassa contro la Cancelliera di ferro e le sta facendo perdere l' equilibrio. Meglio di qualsiasi commento sono le fotografie che la ritraevano ieri, corrucciata come se avesse trascorso una notte insonne. La Merkel è la vera sconfitta del voto di domenica. Più degli stessi greci, che rischiano di pagare sulla loro pelle la scelta di opporsi.

Il «no» di Atene significa che anche un Paese pieno di problemi, con una montagna di debiti da restituire e con un' economia allo stremo, può opporsi allo strapotere tedesco. Dunque, stupisce ancor di più la posizione italiana, cioè della nazione che con il patto di Roma è la storica capitale d'Europa. Perché Renzi tace, perché ha accettato che le decisioni riguardanti la Grecia fossero affrontate non dai principali Paesi fondatori della Ue ma da Germania e Francia sole? In fondo noi per sostenere la Grecia abbiamo versato più di 40 miliardi, poco di meno di quanto pagato dai nostri cugini transalpini, più di due terzi di quanto versato dai tedeschi. E allora, visto che, se la Grecia fallisse, al pari dei nostri due partner anche noi rischieremmo di rimetterci un pacco di soldi, perché siamo stati esclusi dai negoziati? In fondo, nel caso ci fosse il default di Atene, noi saremmo costretti a spendere per gli interessi del nostro debito molto di più. Dunque abbiamo più di una ragione per far sentire la nostra voce.

Invece fino ad ora a imporre il prendere o lasciare era solo Frau Merkel. Bene, i greci non hanno preso e ora si dovrà trovare un modo o per farli lasciare o prendere un' altra via. C' è chi parla di un piano Brady, ossia di un consistente sconto sul debito greco, come fu fatto in passato con il debito di alcuni Paesi dell' America Latina. Chi invece ipotizza una Grecia a due monete, una, l' euro, per i pagamenti internazionali, l' altra, la dracma, per quelli nazionali. Quale che sia la soluzione, visto che in entrambi i casi l' Italia ci rimetterà quattrini (cosa che dovrebbe spingere gli italiani a non spellarsi le mani per la vittoria di Tsipras), forse sarebbe ora che, oltre a farsi i selfie con Obama e la Cancelliera, Renzi si decidesse a dire qualcosa. Dato che paghiamo il conto degli errori di Angela Merkel e di Francois Hollande, abbiamo titolo per alzare la voce. Ammesso naturalmente che si sappia che cosa dire. Noi un' idea l' avremmo: comunque vada, noi altri soldi per i compagni greci non li tireremo fuori. E neanche per le politiche imposte da Bruxelles. Addio Fiscal compact, stop al patto di stabilità che impedisce alle amministrazioni pubbliche di investire, fine dei compiti a casa. Le riforme si fanno e anche i tagli alla spesa pubblica, perché i conti vanno rimessi in ordine. Ma lo decidono gli italiani e il governo eletto dagli elettori, non lo decidono la Germania e i suoi banchieri.
Questo è ciò che Renzi dovrebbe dire, comprendendo che il dramma greco per lui e per noi potrebbe essere addirittura un' occasione.

di Maurizio Belpietro

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Commenti all'articolo

  • elenasofia

    elenasofia

    08 Luglio 2015 - 15:03

    Ma non spellatevi le mani ad applaudire il presunto coraggio di Tsipras. E' solo un cinico che sa che quando il creditore ha concesso una cifra enorme, diventa schiavo del suo debitore.

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  • Gios78

    08 Luglio 2015 - 11:11

    Tutto vero. Solo una cosa non condivido. Tsipras non è comunista, non all'italiana almeno. Non penso abbia intenzione di resuscitare il comunismo, non è così stupido, e inoltre mi pare totalmente privo di tutte le odiose ipocrisie buoniste della sinistra nostrana. É riuscito a mettere in ginocchio la Merkel, cosa in cui mai nessun partito di destra era riuscito e per questo lo ammiro moltissimo. La destra italiana, tolti Salvini e Meloni, dal canto suo persevera nelle ambiguità, tra voglia di affossare l'euro e paura di dirlo apertamente per non essere accusata di populismo. Si chiama mancanza di coraggio.

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  • spadino65

    08 Luglio 2015 - 11:11

    per Belpietro ogni cosa che faceva o meglio non faceva il suo capo quando era pdc era ottima....dopo è passato a criticare tutto e tutti.....è credibile come zio miche da avetrana

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  • Happy1937

    08 Luglio 2015 - 08:08

    Fa vedere i muscoli in Versilia, come l'altro li faceva vedere sulla spiaggia di Riccione, ma in realtà, anche se li chiama Angela e Francois, non lo considerano un soldo bucato.

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