Cerca

A colpi di versetti

Isis, il talent dei tagliagole: regala donne a chi conosce meglio il Corano

Isis, il talent dei tagliagole: regala donne a chi conosce meglio il Corano

L’Is come il Rischiatutto. Solo che in palio nello Stato islamico non ci sono soldi o gettoni d’oro, come usava nella Rai di Mike Buongiorno. Nossignori. I jihadisti di Abu Bakr al-Baghdadi vincono, semmai, delle donne in carne ed ossa. Nel senso: in occasione del mese sacro musulmano del Ramadan (quei trenta giorni in cui gli islamici di mezzo mondo digiunano dall’alba al tramonto), i miliziani di Allah si sfidano a colpi di Corano. Si tratta di veri e propri concorsi, e a dirla tutta non li ha inventati il Califfo del terrore: esistono da secoli perché la memorizzazione delle scritture sacre a Maometto è considerata un atto lodevole nel mondo mussulmano. Fin qui, nulla di male.

L’Osservatorio per le fatwa takfiriste e le opinioni estremiste (un ente che costituisce la Dar al-Iftaa d’Egitto e che si occupa, quindi, di diffondere i pareri religiosi all'ombra delle Piramidi) ha però fatto chiarezza sull’aspetto, diciamo così, più misogino di queste competizioni pubbliche. Sì, perché monitorando diversi casi (pardon, diverse gare ufficiali) l’istituto si è accorto che il premio promesso ai fedeli che recitano meglio e a memoria il Corano consiste in giovani donne. Manco fossero cestini di frutta fresca o crociere sul Mediterraneo. Anzi, forse meglio: visto che le donne sono considerate dai tagliagole solamente una «merce».
Così finisce che a dimostrare di sapere a menadito la Sura numero 67, o i versetti contro gli infedeli rischi di portarti a casa una bambina da trattare più o meno come vuoi, cioè una schiava in tutto e per tutto. Sesso incluso, neanche a dirlo.
«La donna per l’Is è una mercanzia che si vende e si compra, quindi si può anche regalare a chi vince un concorso: lo scopo è sempre quello di umiliarla e spogliarla della sua umanità», chiosa l’Osservatorio in una nota, se mai ci fosse bisogno di ulteriori delucidazioni.

Invece ci sono tanto di prove. Nord della Siria, Hasakah. Una manciata di giorni fa per le vie delle città controllate dai jihadisti comincia a circolare un volantino. Pubblicizza un evento, una «gara della memoria», viene postato anche sui social network come Twitter. Sopra c’è scritto tutto quello che occorre sapere: data, luogo, durata della competizione e donne messe in palio.
Tra loro anche qualche bambina, nove anni e una vita destinata a essere piena di abusi e violenze e ingiustizie. Quel pezzo di carta è spaventosamente dettagliato. L’avvio della competizione è annunciata nientepopodimeno che dall’«ufficio delle moschee islamiche» (la sfida della memoria, 7 giorni di quizzone sul Corano, si svolgerà in alcune moschee dello Stato islamico, compresa quella di Osama Bin Laden: nemmeno lui si era spinto a tanto, ma poco importa) e snocciola i testi selezionati che i miliziani dovranno dimostrare di padroneggiare a occhi chiusi. La ricompensa è di quelle che fanno gola a tutti gli estremisti dell’Islam: i primi classificati riceveranno una «sabieah», una serva.

I capitoli del Corano su cui si sfidano i tagliagole, poi, riportano alcuni dei passaggi più bellicosi di tutto il testo sacro mussulmano, ma era facilmente (e sfortunatamente) prevedibile. E se solo a novembre dello scorso anno l’Is si vantava di aver creato un vero e proprio tariffario per la vendita di donne e ragazzine (le signore di 50 anni costano ai miliziani appena 40 dollari, mentre per le giovani fino ai 20 anni arrivano anche a sborsare 129 dollari) ora questa tratta del terrore ha preso una piega differente. La pratica (sconcertante) di usare essere umani come premi da lotteria ha anche un nome: «sibya». E a sentire il «Middle est media research institute» è molto in voga a Damasco e dintorni, specie in questo periodo di caldo e digiuno. «Al vincitore della competizione sarà concessa una schiava catturata in guerra», recitano i manifesti distribuiti un po’ dappertutto. A chi non raggiunge i primi 10 posti sono comunque garantiti premi minori. Come a dire: ritenta, sarai più fortunato.

Claudia Osmetti

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su Libero Quotidiano

Caratteri rimanenti: 400

Commenti all'articolo

  • maryteresa48

    10 Luglio 2015 - 14:02

    Noi siamo troppo presi dagli "scandali di letto di Berlusconi" per adirarci per queste notizie .Ci scandalizziamo per rapporti consenzienti e quando si tratta di umiliare e violentare donne inermi nessuno interviene. Infatti fino ad ora nessun commento.

    Report

    Rispondi

  • fausta73

    09 Luglio 2015 - 09:09

    C'è scritto nel Corano di questo regalo?

    Report

    Rispondi

blog