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Spionaggio di massa

Hacking team, attaccata la società dei software di spionaggio: i governi mondiali a rischio ricatto

Hacking team, attaccata la società dei software di spionaggio: i governi mondiali a rischio ricatto

Chi la fa l'aspetti. Come nei migliori film d'azione, i servizi segreti di mezzo mondo vivono queste ore sul filo della tensione, perché la Hacking Team, la società italiana leader nel campo dello spionaggio, è stata hackerata e ha visto tutti i suoi documenti riservatissimi pubblicati online da Wikileaks, alla mercé del chiunque. L'azienda, specializzata nell'osservare dal buco della serratura i segreti di pc e smartphone di potenze globali per conto delle varie intelligence, è caduta in uno stato di emergenza assoluta. Fra i documenti segreti resi pubblici ci sono rapporti dei servizi segreti, fatture, documentazione tecnica dei prodotti forniti, dettagli dei dipendenti e corrispondenza interna. E per quel che riguarda l'Italia, spuntano a più riprese notizie segrete con i nomi di Renzi e Berlusconi e la sentenza della Corte costituzionale sulle pensioni prima che ne sia stata pubblicata la data ufficiale, oltre che indagini di carabinieri e polizia. Informazioni da far tremare le vene ai polsi. Pare che alla base dell'attacco di un non ancora identificato gruppo di hacker ci sia un intento etico: la Hacking Team avrebbe infatti reso i suoi servigi non solo a governi di paesi democratici, ma anche a regimi autoritari; è stato venduto anche ai servizi segreti dell'esercito del Libano. Per altri la motivazione sarebbe diversa, e consisterebbe nella volontà di schiacciare la società italiana per favorire la concorrenza.

I rischi - Online ci sono dunque i dettagli tecnici dei software utilizzati dalla Hacking Team per le sue attività di spionaggio. Di poco conto per i profani, ma di un valore inestimabile che un tecnico informatico con un minimo di competenze e che abbia loschi intenti: i programmi sono ormai riproducibili, diventando così un'arma di spionaggio di massa, chiunque può spiare chiunque. In uno scenario non troppo remoto questi sofisticati programmi anziché nelle mani della polizia e delle intelligence, li si può facilmente immaginare in quelle di terroristi e mafiosi. Nel caos informatico più assoluto, bisognerà aspettare che il vaccino dell'antivirus sia presto in grado di intercettare e fermare il cavallo di Troia che ha messo a repentaglio la sicurezza delle informazioni sensibili del mondo intero; in questo modo però chi era sorvegliato (per scopi legittimi) se ne accorgerà, andando probabilmente a escogitare nuovi metodi per continuare a fare quello che stava facendo senza farsi beccare. Un terremoto informatico i cui effetti devono ancora vedersi in tutta la loro estesa pericolosità.

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Commenti all'articolo

  • accanove

    10 Luglio 2015 - 09:09

    A parte l'aspetto comico del "vai per suonare e torni suonato" questa cosa non mi agita per niente, sono in rete dai primi anni 90, ho assistito all'evoluzione dei sistemi verso la sicurezza ed il virus e/o l'hackeraggio sono fautori indispensabili per lo sviluppo . Al pari In natura i n cui virus sono gli artefici dell'evoluzione delle specie sempre più perfette perchè preparate

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