Cerca

Verso il salvataggio

Grecia, l'ala dura di Syriza voterà no al piano Tsipras. Varoufakis guida la fronda, il premier rischia grosso

Grecia, l'ala dura di Syriza voterà no al piano Tsipras. Varoufakis guida la fronda, il premier rischia grosso

Lo sgambetto di Yanis Varoufakis al suo ex premier Alexis Tsipras ha il sapore della vendetta postuma: il dimissionario (o dimissionato?) ministro dell'Economia ha invitato Syriza, il partito di maggioranza nel Parlamento greco, a votare "no" al pacchetto di tasse e riforme predisposto dal premier (che di Syriza è il leader) per ottenere dall'Unione europea il via libera a nuovi aiuti e, dunque, il salvataggio dal default imminente.

I duri di Syriza - La voce, diffusa dal corrispondente ad Atene del quotidiano francese Liberation, non ha trovato conferme ufficiali (Varoufakis su Twitter ha annunciato che non sarà presente alla riunione del partito per non meglio precisate "ragioni di famiglia") ma nel frattempo cinque deputati di Syriza, tre deputati e due membri della segreteria, hanno annunciato il loro voto contrario al piano Tsipras. In un appello chiedono all'esecutivo di opporsi alle nuove misure di austerity imposte dai creditori internazionali, oppure di fare uscire il Paese dall'euro, tornando alla dracma. Firmatari della richiesta sono, secondo quanto riportano i media greci, Stathis Leoutsakos, Antonis Ntavanelos, Sophie PapadogiannisCostas Lapavitsas e Thanasis Petrakos.

Sul fronte opposto, hanno annunciato il loro sostegno il partito centrista To Potami ("Certamente daremo il nostro appoggio al primo ministro perché raggiunga un accordo", ha detto il portavoce del partito Dimitris Tsiodras al termine della riunione del gruppo parlamentare che occupa 17 dei circa 300 seggi del parlamento di Atene) e il principale partito d'opposizione Nea Demokratia, ora guidato da Evangleos Meimarakis, per "prevenire l'uscita del Paese dall'Europa e dall'euro". Anche se, come probabile, il piano Tsipras passerà, si aprirà un prevedibilissimo fronte interno a Syriza, che potrebbe imporre al premier un cambio di maggioranza. Una "grande coalizione" che piace, tanto, a Bruxelles, Strasburgo e Berlino.

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su Libero Quotidiano

Caratteri rimanenti: 400

Commenti all'articolo

  • andrea facchini

    11 Luglio 2015 - 15:03

    rischia grosso.Voto a favore 200 e oltre contro 32.Ma che giornalisti siete?Volevate che si andassero a schiantare vero?

    Report

    Rispondi

blog