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Grecia, Oscar Giannino: "Perché Alexis Tsipras ha vinto"

Grecia, Oscar Giannino: "Perché Alexis Tsipras ha vinto"

Continua a stupire, Alexis Tsirpas. L'ultimo colpo lo ha messo a segno nella notte, facendo approvare dal Parlamento greco il piano di salvataggio, molto più rigoroso delle attese. Il tutto dopo aver vinto al referendum, una vittoria che aveva stupito tutto il pianeta. In buona sostanza, il piano-Tsipras prevede un miglioramento pari a 12 miliardi di euro dei saldi pubblici in un biennio (prima del referendum si trattava su una base di 9 miliardi). I creditori parlano di un buon inizio, ma chiedono di più. I greci - Yanis Varoufakis in testa - si sentono traditi e al giogo di Angela Merkel: dopo il referendum e nonostante il referendum, nel loro futuro ci sarà un piano di lacrime e sangue, esattamente come prima del referendum. Eppure, quella di Tsipras, almeno secondo Oscar Giannino, non è una sconfitta.

L'analisi - In un'analisi su Il Messaggero, l'economista fa il punto della situazione. Secondo Giannino, infatti, Tsipras ha mostrato ad Eurolandia "la corda dei difetti dell'euro. Li ha sfidati con un referendum che ha vinto, discutibilissimo, perché su un quesito strumentale, ma che ha fatto passare brividi alla schiena di molti euromembri". Poi parlano le cifre: certo, Tsipras promette un impegno pari a 12 miliardi di euro, ma ne otterrebbe 53 di aiuti. "E oltre al salvataggio dal 2010 anche - vedremo, ma è molto probabile - la seconda ristrutturazione del debito dopo quella del 2012. Pensate quello che volete - aggiunge Giannino -, ma era il programma di Tsipras".

Impegni sul Pil - Il punto, secondo Oscar, è che "Tsipras dimostra comunque che un no europeo in apparenza fortissimo si può superare". Inoltre, prosegue il giornalista, la questione della "validità degli impegni" gioca a favore di Tsipras. "L'Unione Europea e l'Euroarea - prosegue Giannino - sanno benissimo che il giuramento di far crescere l'avanzo primario greco, dall'obiettivo dell'1% del Pil per quest'anno e fino al 3,5% nel terzo anno a seguire, è in realtà non vincolante". Il punto è che nessuno può sapere di quanto scenderà il Pil greco nel 2015. Insomma, Tsipras ha preso sì un impegno, ma sapendo benissimo che nessuno gli chiederà conto per l'eventuale fallimento degli obiettivi.

Muri che si sgretolano - Il punto successivo è quello relativo alla ristrutturazione del debito, da molti ormai data per scontata (ma non da Berlino). Giannino, però, ricorda che "ci vorrà tempo per definire i particolari, ma una cosa appare ragionevolmente certa: se il modo per abbattere ancora il debito greco non si trova, Tsipras riapre la partita e torniamo esattamente alla rottura della moneta comune". L'ultimo punto affrontato da Giannino è l'Europa. E spiega che "sarebbe il caso di sfruttare i sei tumultuosi mesi che abbiamo alle spalle" per imparare la lezione, ossia per stabilire a quali condizioni si possa restare nell'euro, evitando "trattative estenuanti caso per caso". Scrivere delle regole, dunque, con cui contenere lo strapotere della Germania di Angela Merkel. Una serie di vittorie, quelle ottenute da Tsipras, grazie alle quali "il muro della Merkel comincia a sgretolarsi", come da titolo dell'editoriale. Ma, attenzione: "comincia". Già, perché come conclude Oscar, "l'estenuante debolezza della leadership europea fa dubitare che tutto questo possa avvenire".

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