Cerca

Situazione tesissima

Grecia, il ministro della Difesa: "Temo la guerra civile"

Grecia, il ministro della Difesa: "Temo la guerra civile"

Ci sono il ritocco dell'Iva, la revisione al ribasso delle pensioni, lo stop alle agevolazioni fiscali per le isole e per gli armatori. Ed è solo l'inizio. L'eurogruppo sta trattando le condizioni alle quali concedere un nuovo prestito alla Grecia e l'impressione è che per i greci saranno ancora lacrime e sangue. Già nelle sue prime bozze, il documento che Rsipras ha presentato ai colleghi europei è più "pesante" di quello che ad Atene era stato richiesto cinque mesi fa.

Dopo la tensione che ha preceduto e poi seguito il referendum della scorsa domenica e le code ai bancomat per ritirare contante viste in tutto il Paese nei giorni scorsi, ora la situazione pare tranquilla, come sospesa. Ma l'accettazione da parte del governo Tsipras di condizione troppo dure che certo non coinciderebbero col mandato ricevuto dal premier greco col referendum, oltre che avere conseguenze su Syriza e sulla tenuta dell'esecutivo, potrebbe portare a disordini nelle piazze che giùà si sono visti ad Atene in questi ultimi anni. Se non peggio. Il ministro della Difesa Panos Kammenos, nel corso del suo intervento al Parlamento greco ha sottolineato, senza usare giri di parole il timore di dsordini estesi a tutta la Grecia: "Non ho paura del Grexit e neanche delle altre minacce che ci vengono fatte. Ho paura solo di una cosa. Delle divisioni del nostro popolo e della guerra civile. I Greci non sono pronti ad affrontare una cosa del genere".

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su Libero Quotidiano

Caratteri rimanenti: 400

Commenti all'articolo

  • oldpeterjazz

    13 Luglio 2015 - 21:09

    L'accordo è un pezzo di carta. La realtà si vedrà da domani in poi; sarà l'inizio della fine, il tempo è galantuomo, se ne riparlerà fra sei mesi...se la guerra civile non scoppia prima.

    Report

    Rispondi

  • infobbdream@gmail.com

    infobbdream

    13 Luglio 2015 - 14:02

    ho scelto di andare a lavorare presto per andare in pensione presto con i 35 anni di contributi come mio padre, ora mi ritrovo che devo andare in pensione con 42 anni di contributi e la giovinezza sprecata, alla pari di un mantenuto all'università che di contributi forse ne versa 30 anni con stipendi 10 volte il mio, allora valeva la pena farsi mantenere da papa fino all'indipendenza economica

    Report

    Rispondi

  • peppefreddi

    13 Luglio 2015 - 12:12

    Una sola domanda: a cosa è servito il referendum?

    Report

    Rispondi

  • seve

    13 Luglio 2015 - 11:11

    Dai tedeschi c'è da aspettarsi di tutto . Anche il povero Marco Aurelio ne sapeva qualcosa .

    Report

    Rispondi

Mostra più commenti

blog