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Sharia

La Francia riconosce i tribunali islamici

Mayotte non è solo una deliziosa isola dell'arcipelago delle Comore sperduta nell'Oceano Indiano. Ma è anche il 101esimo dipartimento della Repubblica francese, l'ultimo arrivato dei cinque dipartimenti d'oltremare, tra i quali figurano la Guadalupa, la Martinica, la Guyana Francese e la Riunione. Mayotte è diventata dipartimento, e quindi parte integrante della République, soltanto nel marzo del 2011, due anni dopo il referendum organizzato e fortemente voluto da Sarkozy (il quale, furbescamente e per risalire nei sondaggi che lo davano allora in grosse difficoltà, fece votare pure i sans-papiers, promettendo loro tutti i vantaggi di mamma Francia, se votavano "oui" alla dipartimentalizzazione della Mayotte: 95,2% favorevoli fu guardacaso il risultato finale).

E lo è diventata tra numerose polemiche e proteste, provenienti in particolare dai milieu identitari, che giustamente al momento dell'annuncio del referendum chiesero a Sarkozy: cos'ha di francese un territorio il cui 95% della popolazione è di confessione musulmana, in cui le scuole frequentate non sono quelle laiche, ma quelle coraniche, in cui soltanto la metà della popolazione al di sopra dei 15 anni sa leggere e scrivere in francese, mentre tutti indistintamente parlano o in shimaore o in arabo, e in cui il 15% per cento degli uomini è poligamo?

Fatto sta che ora, nell'ambizioso progetto legislativo di «modernisation du droit de l'outre-mer», presentato in pompa magna dalla ministra dei Territori d'oltremare, George Pau-Langevin, Mayotte è il dipartimento che più degli altri sarà toccato dalle decisioni provenienti da Parigi. Leggi “modernizzazione del diritto” e pensi a una grande rivoluzione del complesso legislativo, a una modernizzazione dell'apparato giudiziario, e invece la principale misura che verrà applicata a Mayotte sarà il riconoscimento dei qadi, i giudici islamici, come magistrati beneficiari di una Delega di Servizio Pubblico (avranno, tra le altre cose, il diritto di gestire i litigi al di sopra dei 300 euro, limite fissato negli anni '60). Che tradotto significa che i principi della Sharia saranno validi anche per i non musulmani e che i contribuenti della Francia metropolitana finanzieranno con i soldi provenienti dalle loro tasche la giustizia islamica dell'isola, in totale violazione della legge del 1905 sulla separazione tra stato e chiesa. I qadi esistono da molto tempo a Mayotte, ma da quando quest'ultima è stata annessa alla République come dipartimento, questi giudici religiosi hanno avuto soltanto il ruolo di “mediatori sociali”, stipendiati dalle collettività territoriali.

Dal prossimo 15 luglio, invece, quando la legge verrà votata definitivamente all'Assemblea nazionale, non sarà più così e i Qadi acquisteranno un vero e proprio status giuridico: saranno integrati come funzionari pubblici. Come ha spiegato il sito identitario Riposte Laïque, «la lobby musulmana ha aumentato le richieste, ottenendo il 2 luglio scorso il voto del Consiglio generale sul nuovo statuto dei qadi, affinché questi siano riconosciuti come magistrati beneficiari di una Delega di Servizio Pubblico, al fine di “usufruire al meglio delle loro competenze”». Le “competenze” tanto sbandierate sono quelle di giudicare secondo i principi della Sharia, in un territorio che essendo parte integrante della République, dovrebbe invece rispondere solo ed esclusivamente alle legge di Marianne.

Ma l'andazzo si era già capito a febbraio, quando un emendamento presentato da sei deputati dei Territori d'oltremare e votato in sordina da un'Assemblea nazionale pressoché vuota, ha aperto alla sostituzione delle feste repubblicane e cattoliche della tradizione francese con le “feste locali”, quindi musulmane a Mayotte, dove il 95% è fedele ad Allah. Il prossimo 15 luglio, al Palais Bourbon, la Francia si metterà nuovamente in scia dei suoi grandi partner sunniti, il Qatar e l'Arabia Saudita, ufficializzando a sua volta l'introduzione della giustizia islamica nel suo territorio.

di Mauro Zanon

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Commenti all'articolo

  • alessandrorusso84

    13 Luglio 2015 - 12:12

    Scusate, ma cosa vi scandalizzate così tanto? Salvini dice sempre: "castrazione chimica agli stupratori", non è la stessa cosa? Rubi e ti tagliano una mano. Stupri e ti castrano.

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  • eziocanti

    13 Luglio 2015 - 10:10

    Sarkozy è stato la prima causa di tutto lo sfacelo causato da questa invasione di africani, chiamata dai benpensanti "primavera araba"; bella primavera !!!! Ha fortemente voluto la morte di Gheddafi per impadronirsi del petrolio libico e ha lasciato tutta l'Europa nella cacca. Voglio proprio vedere chi lo voterà ancora. Ez.

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  • letteriosiclari

    13 Luglio 2015 - 09:09

    A questo si è ridotta la gloriosa repubblica di Marianna. Peccato, la sorella latina non puo' dare piu' lezioni democratiche e repubblicane nemmeno agli scalcinati....

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  • mapagolio

    13 Luglio 2015 - 09:09

    Questo ex presidente e' un pericolo internazionale .

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