Cerca

Controcorrente

Grecia, tre esperti tedeschi criticano la linea Merkel: politica, economia e austerity sotto accusa

Grecia, tre esperti tedeschi criticano la linea Merkel: politica, economia e austerity sotto accusa

Le critiche alle richieste della Germania leader d'Europa alla Grecia non provengono solo da Varoufakis, ma anche da alcuni autorevoli pareri tedeschi. È il caso di due economisti e di uno storico che - intervistati da Repubblica - criticano la linea intransigente della Merkel e biasimano l'attaccamento di Berlino alla finanza e il suo scollamento dalla politica, oltre che tacciare di follia le proposte del ministro delle finanze tedesco Wolfgang Schäuble all'Eurogruppo prima che si raggiungesse l'accordo fra Eurogroppo e Tsipras. Si tratta di Allen Sinai, capo economista di De Research; Daniel Gros, direttore del Center for european policy studies di Bruxelles; e Michael Stürmer, storico ed ex assitente di Helmut Khol.

Allen Sinai - Critico della moneta unica sin dai primi momenti, secondo l'economista alla base dell'intero malfunzionamento dell'Europa ci sarebbe la difficoltà di convivenza di greci e tedeschi, e soprattutto la politica economica di Berlino, eccessivamente fondata sull'austerity che si è rivelata fallimentare. Quando infatti sarebbe stato necessario aumentare la liquidità dell'Eurozona (modo in cui avevano reagito gli Stati Uniti nel 2009), la Germania lo ha impedito. "La Bce lo sta facendo solo ora, quando la Grecia, che ne avrebbe il maggiore bisogno, non può accedervi perché in ritardo coi pagamenti" afferma Sinai. Un disastro che si è esteso anche a Italia, Spagna e Francia, di cui la Germania ha piena colpa e i cui effetti si stanno ancora vedendo. Anche da parte dei greci ci sono stati degli errori, in primo luogo il referendum. Secondo l'economista Allen Sinai infatti l'aver indetto il referendum si è rivelata un'arma più che a doppio taglio per Tsipras: si è inimicato la fiducia dell'Eurogruppo prima, e quella del popolo greco poi, accettando condizioni di austerity di un accordo cui la nazione aveva detto no. Se Grexit non capita adesso, la situazione riesploderà tra due o tre anni, e allora ci sarà poco da fare, sostiene Allen Sinai.

Daniel Gros - Schäuble non avrebbe mai dovuto suggerire una soluzione come quella della Grexit per 5 anni secondo il direttore del Cesp e in passato consulente del Fmi e della Commissione Ue. "Per non parlare di quell'altra bislacca idea del fondo di garanzia per 50 miliardi. La Grecia 50 mld di patrimonio non li avrà mai, e questo Schäuble lo sa benissimo. La sua è stata una provocazione". E la Merkel deve iniziare ad avere la voce del buon senso, e insieme a tutti i governanti tedeschi dovrà adoperarsi perché l'euro rimanga unito. Questa è l'opinione di Daniel Gros sulle recenti evoluzioni del caso Grecia. E poi l'excursurs storico e spiegare la situazione attuale: la Germania il secolo scorso è stata l'artefice della costruzione dell'Europa, ma ora la sua politica -che l'ha fatta crescere nei decenni scorsi- non è proponibile per l'intera Eurozona: gli stati europei come la Grecia non riescono a starle dietro. Bisogna quindi che la Merkel scenda a compromessi per un bene più grande, quello della stabilità europea. "Anche se stavolta costerà davvero tanto", conclude Gros.

Michael Stürmer - "Per i tedeschi la moneta deve essere indipendente dalla politica. In Francia vige la sovranità assoluta della politica". Dunque ci sarebbe una dinamica di incomunicabilità, per lo storico tedesco, alla base dei drammatici problemi odierni dei paesi dell'Eurozona. Ogni stato è prigioniero dei propri drammi storici, e conduce la propria politica di conseguenza. Ma le grandi nazioni come Francia e Germania non possono vivere altrimenti che l'una accanto all'altra, arrendendosi all'evidenza di come sia impossibile ordinare ai francesi di avere una mentalità tedesca e viceversa. Il cuore dello scontro starebbe proprio nel significato della moneta unica: infatti "l'euro fu un tentativo di piegare i tedeschi a una filosofia francese, con il primato della politica sulla moneta", sostiene Michael Stürmer. La soluzione starebbe in una Merkel più accondiscendente per la salvezza dell'Europa: una Merkel capace di scendere a compromessi con Hollande per evitare la creazione di una situazione euro-nord e un euro-sud decisamente deleteria per tutti. Una minore intransigenza che potrebbe però costarle l'elettorato tedesco. Un sacrificio necessario per la salveza dell'Europa tutta.

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su Libero Quotidiano

Caratteri rimanenti: 400

Commenti all'articolo

  • seve

    15 Luglio 2015 - 15:03

    Non è Unione Europea è solo una incasinata associazione finanziaria per delinquere ai danni di certi popoli che ne fanno parte. Ma non sarà ora di smetterla e trovare un sistema che sia il più soft possibile per venirne fuori ,poi noi Italiani dobbiamo fare piazza pulita di tutti i ladri ,istituzioni ladre comprese .

    Report

    Rispondi

  • Ben Frank

    Ben Frank

    14 Luglio 2015 - 20:08

    La Merkelona non la smuove nessuna critica. In Germania vige ancora il Führerprinzip, il capo non viene messo mai in discussione e gli ordini sono ordini! Il tedesco si sente tanto sicuro e coccolato, quanto a lungo il governante resta saldo in sella. Non saranno i crucchi ad abbattere la Merkelona.

    Report

    Rispondi

blog