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Il retroscena

Fmi contro la Merkel, l'ex dirigente: "C'è Obama dietro l'attacco. Mario Draghi l'unico da chiamare in Europa"

Fmi contro la Merkel, l'ex dirigente: "C'è Obama dietro l'attacco. Mario Draghi l'unico da chiamare in Europa"

Più che un documento, quello dell'Fmi sul taglio del debito greco sembra un ultimatum all'Unione europea e soprattutto alla Germania, che detta la linea rigorista. E dietro quell'ultimatum ci sarebbe, secondo quanto rivela al Giorno l'ex direttore del Fondo per l'Italia Andrea Montanino, il presidente degli Usa Barack Obama in persona. Oggi direttore del Global Business and Economics Program dell'Atlantic Council di Washington, e dunque espertissimo di cose americane, Montanino spiega perché il Fondo diretto da Christine Lagarde abbia deciso di entrare a gamba tesa sulla questione greca proprio alla vigilia del voto decisivo al Parlamento di Atene: "Gli Usa hanno sempre usato il Fondo per sostenere l'Europa. Adesso si rendono conto che, di fronte alla gestione caotica e priva di leadership della crisi greca, devono far sentire chiaramente la propria voce". E fino a quando non si ridiscuterà seriamente della ristrutturazione del debito ellenico, l'Fmi resterà fuori dalla partita, non mettendo sul piatto nemmeno un euro di prestito ad Atene.

L'attacco alla Merkel - Sotto accusa c'è la Cancelliera Angela Merkel, vera destinataria di quel "inusuale" documento: "È la prima volta che il Fmi produce questo tipo di analisi al di fuori di un rapporto di sorveglianza tradizionale - sottolinea Montanino -. Normalmente, è un allegato tecnico che si fa al termine di ogni review e presentato al board. Questa volta è a sé stante e privo dell'approvazione del board. Un elemento che fa capire il livello dello scontro e della tensione in questo momento". Obama vuole assolutamente evitare la Grexit per non perdere una battaglia cruciale sulla stabilità europea, anche in prospettiva di una lotta al terrorismo dello Stato islamico. Per questo si sta saldando l'asse con François Hollande, il più convinto nel sostegno a Tsipras in queste ultime drammatiche settimane. "La Grexit è temuta da tutti perché è una incognita, e una sconfitta per gli attuali leader europei. Sicuramente però - mette in guardia l'ex dirigente dell'Fmi - l'Europa adesso non sarà più la stessa, tutti sanno che uscire dall'euro è un evento che si può realizzare".

Viva Draghi, Renzi bocciato - La stoccata finale a Berlino e Merkel arriva quando si chiede a Montanino quale sia, per usare una celebre formula di Kissinger, il numero di telefono da chiamare se Washington vuole parlare con l'Europa: "Quello di Mario Draghi, colui che ha veramente tenuto unita l'Europa mentre la politica ha dimostrato che siamo lontani da un'Ue federale". Dalla battaglia greca esce con le ossa rotte anche Matteo Renzi: "L'Italia era in una posizione ottimale per assumere un ruolo di leadership nella trattativa: ha conosciuto le difficoltà della crisi e ha fatto i compiti. Ma non è stato così".

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Commenti all'articolo

  • Gios78

    16 Luglio 2015 - 14:02

    Il problema è che gli americani hanno sempre mostrato di considerare la Germania di Angela Merkel il primo e unico referente europeo. É stato Obama. L'Italia non ha e non potrà mai avere un ruolo primario perché piccola,inaffidabile e con più problemi del Bangladesh. Draghi? É un amministratore senza alcun potere effettivo. Gli americani telefonino pure a lui che tanto la risposta sarà "un momento che chiedo"

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    • Happy1937

      16 Luglio 2015 - 16:04

      Non mi sembra che Gios conosca bene Draghi!

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