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Mister Ue

Grecia, Juncker: "Sfiorato il disastro, ecco chi era contro Atene. Ora temo per il futuro"

Grecia, Juncker: "Sfiorato il disastro, ecco chi era contro Atene. Ora temo per il futuro"

"Se l'Eurozona si fosse spaccata a quel punto tutto si sarebbe potuto disintegrare. Ma ora sono molto preoccupato per il futuro". A parlare è il presidente della Commissione Ue Jean-Claude Juncker, uno dei principali artefici del contestatissimo salvataggio della Grecia. Dalle parole del politico lussemburghese trapela cauta soddisfazione per l'accordo raggiunto, ma anche timori perché lo spirito anti-greco, quello anti-tedesco e i nazionalismi sono usciti rafforzati dalle ultime, tribolate settimane. E nulla, in Europa, può considerarsi certo. 

"Rottura di fatto" - "Come sull'immigrazione, ho constatato una rottura di fatto dei legami di solidarietà in Europa. Ne esco molto preoccupato per il futuro. Non parlo solo della Grecia, c'è un insieme di elementi che ci fanno preoccupare molto", ha spiegato Juncker. Si parte da Atene, e dal sentimento di rabbia che pervade molti greci: "Credo sinceramente che la Grecia non abbia alcuna ragione di sentirsi umiliata, la Commissione ha fatto di tutto per smussare gli angoli tenendo conto delle preoccupazioni, delle paure e delle aspettative degli uni e degli altri. La Commissione è una delle tre istituzioni con Fmi e Bce che ha preparato l'accordo finale, ma noi l'abbiamo fatto con maggiore entusiasmo e cuore".

"Rabbia anti-greca" - Molti europei hanno sviluppato sfiducia verso i "tecnocrati" di Strasburgo e Bruxelles per la freddezza matematica con cui hanno trattato il dramma di un Paese. Altrettanti, forse ancora di più, sono indignati per il "favore" fatto ad un Paese finanziariamente in perdita strutturale. "Temo il sentimento che si è diffuso in Europa dopo questa umiliazione e temo che le reazioni provocate da questa soluzione terranno alta la temperatura nel Continente - ammette ancora il presidente della Commissione Ue -. Ho notato in molti paesi una rabbia anti-greca che si spiega con motivi di politica interna e si limita a vedere l'aspetto economico delle cose. Ci dimentichiamo gli aspetti sociali della crisi. C'è una storia di disamoramento perché molti paesi erano più concentrati sugli aspetti della propria politica interna che sulla soluzione del problema".

Salvi perché terrorizzati - Per ora, resta il compromesso raggiunto con il governo di Alexis Tsipras: "Abbiamo evitato il peggio e lo abbiamo evitato non perché siamo stati particolarmente saggi, ma perché avevamo paura - spiega Juncker -. A un certo punto avevo detto che il nuovo governo greco si stava per suicidare per paura di morire. Abbiamo evitato la morte e abbiamo fatto di tutto per evitare il suicidio". Il premier greco ha commesso un errore, grave: "Ha sottovalutato la volontà degli altri. Dopo il referendum alcuni paesi dicevano: E' finita. Abbiamo dovuto superare questa situazione. Non si può mai dare più importanza ad una democrazia che a tutte le altre. Tsipras è diventato un uomo di Stato quando ha capito che se fosse andato fino in fondo per la Grecia sarebbe stata la fine". Ora resta solo una soluzione: ritrattare il debito greco, ristrutturarlo, magari tagliarlo. "Nel testo approvato dal Consiglio europeo c'è scritto che valuteremo il debito dopo una prima valutazione (delle riforme, ndr), io invece nel testo che i greci hanno rifiutato avevo scritto ad ottobre in modo da aiutare Tsipras. Ma poi abbiamo tolto la data perché Irlanda, Portogallo, Spagna non volevano questa formulazione prima delle proprie elezioni. Erano molto arrabbiati con me. Vede, a fine 2012 abbiamo già alleggerito il servizio del debito greco e quello del Belgio, ad esempio, oggi costa di più. Questo ha causato un grande problema, setto-otto paesi pensavano che in Grecia la situazione fosse migliore che da loro, ad esempio sul salario minimo.
Chi descrive il programma come un massacro o un catalogo di crudeltà non conosce bene il dossier e nemmeno i livelli di protezione sociale di molti altri paesi dell'Eurozona che sono inferiori a quelli dei greci. Se la Grecia avesse approvato le riforme strutturali, non saremmo arrivati fino a qui". E ora? "Se la Grecia manterrà gli accordi e immaginiamo che dopo la prima valutazione delle misure alleggeriremo il debito, il problema non tornerà a porsi per i prossimi tre anni».

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Commenti all'articolo

  • arwen

    22 Luglio 2015 - 21:09

    La UE ha sancito che la sussidiarietà, il mutuo soccorso e la solidarietà nn esistono più. L'egoismo e l'imposizione del volere del più forte sul più debole, dei diritti delle grandi concentrazioni di capitale nei confronti dei cittadini europei, è legge. La UE nn esiste più, ma nessuno se ne è accorto. Se a un consesso tra pari togli la parità, quello che rimane è solo l'egemonia del più forte.

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  • betzero

    22 Luglio 2015 - 11:11

    Caro Junker, è il caso di berci su un bel goccetto, ci siamo garantiti lo stipendio per almeno altri 3 anni. Certo, saranno 3 anni di agonia per il resto del popolo europeo specialmente per noi italiani che dobbiamo sopportare ancora un altro strato di tasse. Riassumendo: tasse comunali, provinciali, regionali, statali, europee, sovranazionali (carbon tax ecc.) e per il salvataggio delle banche...

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  • ValeryMonaco

    22 Luglio 2015 - 10:10

    Se non all'economia, a che cosa dovrebbe guardare l'Europa. E' il solo fattore che "potrebbe" essere unificante. Il resto è aria fritta, retorici proclami. Contro i quali si schierano venti e più lingue, altrettante culture, più religioni, ecc, ecc, Insomma niente di più lontano da un utopico popolo europeo. Per cui smettiamola con i moralismi e limitiamoci a fare bene i conti.Almeno quelli.

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