Cerca

Misteri e paure

Libia, l'ipotesi della vendetta degli scafisti dietro il rapimento dei quattro italiani

Libia, l'ipotesi della vendetta degli scafisti dietro il rapimento dei quattro italiani

Una "vendetta dei trafficanti di uomini": sarebbe questa l'ultima ipotesi dietro il rapimento dei 4 tecnici italiani della Bonatti in Libia. Secondo l'ambasciatore libico in Italia Ahmed Safar "non ci sarebbero motivazioni politiche", e gli inquirenti sono convinti che ad agire domenica sera sull'autostrada tra Tunisi e Tripoli sia stata una banda di criminali legata a un clan. Non si possono escludere però legami tra questi ultimi e lo Stato Islamico, nel panorama molto fluido che regola i rapporti di forza nel post-Gheddafi. Il ministro degli Esteri Paolo Gentiloni ha definito "premature e irresponsabili" le parole di chi etichetta il rapimento degli italiani come un atto para-terroristico, ma alcune fonti di informazione di Tobruk avanzano appunto il collegamento tra la lotta agli sbarchi e l'attività anti-scafisti dell'Italia e il rapimento dei 4 italiani, una rappresaglia a metà strada tra la ricerca di soldi facili e la bandiera "ideologica". Il Ministro degli interni Angelino Alfano ha commentato a caldo questa ipotesi, affermando che "nessuno può dire se il rapimento possa essere attribuito agli scafisti, ma l’unica cosa esclusa è che si tratti con gli scafisti". Linea dura quindi.

Una soffiata - Fajr Libya, la milizia islamista che ha stabilito a Tripoli un governo non riconosciuto dalla comunità internazionale, si è messa in contatto con l'Ansa e ha riferito che non sa chi sia l'autore del rapimento, non essendoci dietro loro, ma sa che gli italiani rapiti si trovano nel sud-ovest del paese e che nel giro di dieci giorni saranno liberi. Le parole sono state riferite da Alaa Al Queck, il capo della milizia di Tripoli, che afferma: "Ignoriamo i rapitori e dunque non ne conosciamo il motivo del gesto, ma quando lo sapremo lo riveleremo". Promettono di collaborare perché gli italiani vengano liberati al più presto. Resta da capire come possano dire con certezza che saranno gli ostaggi liberi in dieci giorni.

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su Libero Quotidiano

Caratteri rimanenti: 400

Commenti all'articolo

  • Happy1937

    23 Luglio 2015 - 06:06

    Non si tratta! Giusto: infatti questi poveri diavoli sono lavoratori, mica scemette in vacanza per le quali si sono pagati milioni di riscatti e organizzati voli di Stato per riportarle a Ciampino, trionfalmente accolte dal genio di Gentiloni.

    Report

    Rispondi

  • opinione-critica

    22 Luglio 2015 - 22:10

    Si parla a sproposito di trafficanti di esseri umani. Esiste una domanda, con relativo pagamento, di attraversamento del mare e una offerta di "tecnici" che fanno la traversata. Questi "tecnici sono in contatto con le autorità italiane con telefoni satellitari, le autorità italiane li aiutano a raggiungere la riva. Se le autorità italiane non collaborassero ci sarebbe meno domanda e meno offerta.

    Report

    Rispondi

  • Ben Frank

    Ben Frank

    22 Luglio 2015 - 22:10

    Ma perchè gli scafisti avrebbero dovuto rapirli, l'Italia é il loro migliore partner commerciale!

    Report

    Rispondi

  • Ben Frank

    Ben Frank

    22 Luglio 2015 - 22:10

    Ma perchè gli scafisti avrebbero dovuto rapirli, l'Italia é il loro migliore partner commerciale!

    Report

    Rispondi

Mostra più commenti

blog