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La svolta

Charlie Hebdo ora se la prende con i tetraplegici e i cattolici

Charlie Hebdo ora se la prende con i tetraplegici e i cattolici

Tutti allineati, tutti in lode di Charlie Hebdo e del suo ritrovato «franc-parler». Ieri, nei media francesi c’era la gara a chi scriveva l’articolo più zuccherato e celebrativo nei confronti del settimanale satirico, in ragione della sua ultima copertina, giudicata choc, nonostante di scioccante ci sia bene poco. Nella «une» della rivista attualmente diretta da Laurent Sourisseau, detto Riss, ciò che primeggia invece è lo spiccato spirito conformista, la perdita di quell’animo contrarian che ha caratterizzato Charlie Hebdo in questi anni.

Alla stregua di tutti gli altri media francesi, su iniziativa dello stesso Riss, la copertina è stata dedicata ai Guignols de l’info, storica emissione di Canal Plus simbolo in Francia della libertà d’espressione, «minacciata» dalla nuova direzione della rete privata francese (finita nelle mani di Vincent Bolloré). E per far passare il suo messaggio di solidarietà, Charlie Hebdo ha deciso di accostare alla celebre marionetta dei Guignols de l’Info, Ppd, con un cappio al collo, la caricatura di Vincent Lambert, il 38enne tetraplegico in stato vegetativo dal 2008 la cui sorte sta dividendo la Francia (i dottori la scorsa settimana si sono rifiutati di staccare i macchinari che lo tengono in vita, nonostante la Corte europea dei diritti dell’uomo avesse autorizzato lo scorso giugno l’eutanasia passiva).

Titolo: «Débranchez Vincent Lambert, pas “Les Guignols”». Ossia: Staccate la spina a Vincent Lambert, non ai Guignols. Accidenti, che coraggio. Che battaglia controcorrente. Che presa di posizione smarcata. A: In difesa dei Guignols, che comunque, lasciando perdere il berciare indignato della gauche, non verranno cancellati ma soltanto spostati in un’altra fascia oraria (non saranno più in chiaro). B: in favore dell’eutanasia. Ma tu guarda come cambia velocemente l’aria anche tra i cattivi guastafeste di Charlie Hebdo. D’altronde, prestando un po’ di attenzione alle ultime dichiarazioni provenienti dalla redazione era già fin troppo chiara l’inversione di tendenza. Le caricature su Maometto, marchio di fabbrica di Charlie Hebdo sotto la direzione di Charb, (Stéphane Charbonnier, morto durante la strage islamista di gennaio) appartengono a un’epoca remota, la satira crudele, feroce, scorrettissima, che non risparmia nessuno, tanto meno l’islam e i suoi fedeli, è già un ricordo sbiadito.

Due settimane fa, mentre uno dei suoi vignettisti più in vetrina, Fabrice Nicolino, respingeva sdegnoso la Legione d’onore con cui la ministra della Cultura, Fleur Pellerin, voleva omaggiarlo, Riss annunciava al magazine tedesco Stern la resa dinanzi ai jihadisti, ufficializzava la «soumission», il silenzio, l’autocensura, il ritorno al religiosamente corretto: non pubblicheremo mai più caricature su Maometto e sull’islam. Si allineava, così facendo, all’altro grande ex baluardo della libertà d’espressione e di satira nella nostra Europa sempre più intimorita dalle minacce islamiste, il quotidiano danese Jyllands-Posten, che a gennaio, mentre i suoi confratelli di Politiken ripubblicavano le vignette di Charlie Hebdo su Maometto, ha preferito la rinuncia a un sussulto di coraggio. Tuttavia, più ancora che l’annuncio della genuflessione di fronte agli islamisti, è proprio questa copertina, così facile e modaiola, inconsistente, banale, conformista, fintamente scorretta, a segnare l’eclissarsi di un’epoca per Charlie Hebdo. Una copertina che prende di mira i soliti cattolici, (i «salafiti di Cristo» come li ha definiti il direttore di Libération Laurent Joffrin), quelli che non se la prendono mai, che incassano e accettano quello che il filosofo francese Alain Finkielkraut chiama il «dolore della libertà», quei cattolici cui Charlie Hebdo ha consacrato in questi anni la maggior parte delle sue copertine, quei cattolici colpevoli per Riss e compagni di essere eternamente pro-life.

di Mauro Zanon

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Commenti all'articolo

  • tonycar48

    01 Settembre 2015 - 18:06

    Con tetraplegici e cattolici C'èst plus fàcile

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  • blu_ing

    31 Luglio 2015 - 11:11

    Bhe mica ci vuole tanto il padre e o la madre prendono la spina e tirandola con poca forza la levano dalla presa...... Basta l imbianchino per fare questo mica ci vuole il medico elettricista!

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  • Desmofranco

    31 Luglio 2015 - 02:02

    Ora gli manca solo di assumere qualche giornalista islamico, così si assicura la benevolenza dei comunisti e degli islamici. Che peoroni!!!

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