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Arbitrato internazionale

Amburgo, parte l'arbitrato internazionale per i due marò: gli errori dei governi italiani e cosa si può ottenere subito

I due marò

I due marò

Ci sono voluti tre anni e sei mesi perché la drammatica vicenda dei due Marò, Salvatore Girone e Massimiliano Latorre, finisse al Tribunale internazionale per il diritto del mare ad Amburgo, in Germania, chiamato ora a risolvere la questione tra l'Italia e l'India dopo il palese fallimento di ogni tentativo diplomatico e politico portato avanti finora da tre governi italiani. Il processo partito questa mattina, 10 agosto, è destinato a durare almeno due anni, ma già entro la fine di agosto la Corte internazionale dovrà esprimersi sulle prime richieste avanzate dalla difesa italiana e, naturalmente, contestate dall'accusa indiana.

Gli errori - Lo strumento dell'arbitrato internazionale è arrivato solo dopo una lunga serie di errori commessi in particolare dal fronte italiano, come spiega sul Corriere della sera Franco Venturini. Subito dopo la morte dei due pescatori indiani, scambiati dai due militari italiani per due pirati, la nave Enrica Lexie, sulla quale Girone e Latorre prestavano servizio di sicurezza, fu fatta entrare nel porto di Kochi, quindi in acque indiane. Da quel momento le autorità e i tribunali indiani hanno contrapposto diversi rinvii, alcuni palesemente provocatori, a fronte della confusa e inefficace azione diplomatica italiana. Poco e niente hanno potuto fare gli alleati come Stati Uniti e Gran Bretagna per mettere pressione a Nuova Delhi, considerando che la vicenda dei Marò si è trasformata presto in una questione di dignità nazionale. Motivo per cui la stessa italiana Sonia Gandhi, leader del principale partito indiano dell'epoca, ben poco ha potuto incidere per sbloccare la situazione.

L'illusione - Nel 2014 è diventato premier Narendra Modi, leader del partito nazionalista indiano, ma con posizioni moderate nei confronti della vicenda dei due Marò. Il governo Renzi ha quindi immaginato una nuova e speranzosa apertura al dialogo, ma nella sostanza nulla è cambiato, facendo passare altro tempo inutilmente. Lo scorso giugno, quindi, l'Italia ha deciso di affidarsi al Tribunale internazionale, non essendoci più alternative.

Le richieste - Da parte italiana, tre sono le richieste sottoposte alla Corte che sono state avanzate dal capo della squadra di giuristi che rappresenta l'Italia in aula, il britannico sir Daniel Bethlehem. La prima è che Latorre possa rimanere in Italia per continuare a curarsi fino alla fine del dibattimento; la seconda è che Girone, oggi in residenza sorvegliata a Nuova Delhi, possa rientrare in Italia, anche lui fino alla fine della procedura internazionale; la terza è che vengano sospese le azioni penali contro i due marò in India, anche perché finora nessuna corte indiana ha mai formalizzato un'accusa contro i due militari.

@juan_r

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Commenti all'articolo

  • calimero63

    11 Agosto 2015 - 08:08

    Monti ha commesso un vero e proprio reato e atto criminale contro la costituzione quando li ha rispediti in India,paese in cui vige la penna di morte..!

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  • GIORGIOPEIRE@GMAIL.COM

    GIORGIOPEIRE

    11 Agosto 2015 - 06:06

    Solo adesso dopo anni i "non governanti" si muovono, ma il loro pensiero era solo come accogliere i delinquenti provenienti dalla Libia. Mi chiedo come mai i due marò che erano su una nave italiana sono stati consegnati alle autorità indiane???

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  • nandovavuso2012

    10 Agosto 2015 - 21:09

    Le autorità indiane non poteva far finta di ignorare un omicidio colposo a danno di due inermi pescatori. Poi si sono susseguiti errori del ns governo irritando l'india a non far rientrare i due maro da un permesso concessogli e concordato con le ambasciate, quindi mancanza di un impegno preso. Il resto è stato tutto un susseguirsi di errori della diplomazia italiana, universalmente riconosciuta.

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    • mabo20131938

      24 Agosto 2015 - 08:08

      Piano a parlare di omicidio colposo! I colpi esplosi in acqua) dai fucilieri sono la legittima risposta a quello che sembrava un attacco di pirati, Inoltre ci sono moltissimi dubbi circa l'ora ed il luogo dell'attacco. Potrebbero benissimo trattarsi di due distinti episodi e di una seconda nave che successivamente si è allontanata. Ad ogni modo l'episodio che ci riguarda è avvenuto in acque intern

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  • umagargiulo

    10 Agosto 2015 - 19:07

    Non comprendo e non riesco ad adeguarmi. Dunque "dopo la morte di due pescatori indiani scambiati dai due militari italiani per pirati..." è la descrizione di un omicidio colposo plurimo punito anche dal codice penale vigente in Italia. Salvo smentite non mi sembra si possa parlane né di azione meritoria né di eroi che meritano di essere accolti da eroi dal Presidente della Repubblica

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