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Mezze bugie

Il Pentagono apre un'indagine per il sospetto che le relazioni sull'avanzata dell'Isis siano state modificate

Il Pentagono apre un'indagine per il sospetto che le relazioni sull'avanzata dell'Isis siano state modificate

Il Pentagono ha aperto un'indagine interna per far luce sul sospetto che i resoconti dell'US Central Command, che coordina la lotta contro lo Stato Islamico, siano stati modificati per restituire ai piani alti del governo statunitense un quadro più roseo di quanto non sia in realtà. Il sospetto è stato instillato dal New York Times, e le indagini sono partite dopo che un funzionario della Dia (l'agenzia dell'intelligence della difesa) ha affermato di avere le prove che alcuni alti ufficiali del Central Command abbiano taroccato le relazioni dei servizi segreti sulla situazione dell'avanzata dell'Isis. Ai piani alti del governo a stelle e strisce, Barack Obama compreso, sarebbe stato detto che l'Isis sta arretrando a seguito delle azioni americane. Falso, visto che anziché arretrare, i miliziani del Califfato stanno conquistano territori sempre più ampi nel Medio Oriente e nel nord Africa. L'indagine dovrà far luce anche sulle motivazioni che avrebbero spinto a modificare le relazioni, se per un eccesso di zelo oppure per paura delle ripercussioni politiche alla notizia di un insuccesso della lotta all'Isis. Qualche settimana fa il segretario della difesa Ashton Carter aveva frenato l'entusiasmo di un marine sicuro che la vittoria contro l'Isis fosse a un passo, dicendo che "la guerra è dura e ci vorrà del tempo".

Hacker - Nel frattempo continuano a moltiplicarsi gli sforzi del Pentagono per difendersi dagli attacchi hacker dell'Isis. Gli uomini del Califfato avrebbero infatti già ampiamente derubato dalle "casse virtuali" di Washington, appropriandosi di informazioni sui soldati americani. L'ultimo episodio riguarda la sottrazione dei dati riguardanti 156 militari dell'US Air Force, ma è solo l'ultimo in ordine di tempo. Gli jihadista sarebbero infatti già in possesso di mail, numeri di telefono e informazioni sensibili di membri dell'Aeronautica militare, dei Marines e addirittura della Nasa. L'attacco hacker è stato rivendicato dall'Islamic State Hacking Division. La situazione è dunque, davvero, peggio di quanto non venga rivelato.

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