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Aylan

Dopo la tragedia lo zio del piccolo racconta i sogni e le speranze della famiglia

Dopo la tragedia lo zio del piccolo racconta i sogni e le speranze della famiglia

Abdullah Kurdi è un uomo che ha perso tutto. E proprio perchè ha perso tutto, non ha più speranze. La foto del piccolo Aylan, suo figlio, morto sulla spiaggia di Bodrum nel disperato tentativo di fuggire da Kobane, ha fatto il giro del mondo. Ma nessuno lo resituirà a suo padre. Così come non verranno restituite ad Abdullah la moglie e il figlio maggiore Galip di 5 anni, anche loro morti affogati nella traversata.

Il viaggio - "Avevamo dei giubbotti di salvataggio ma all'improvviso la barca si è capovolta perché alcuni degli occupanti si sono alzati in piedi", ha raccontato, il 3 settembre, Abdullah, come riportato da Repubblica. "Mi sono scivolati via, li cercavo nell'acqua ma era buio, non mi sentivano", ha continuato a ripetere. Poi lui ha nuotato, tenendo come riferimento le luci della costa e sperando, una volta arrivato, di trovare la sua famiglia. Al risveglio in ospedale la terribile notizia: tutti morti.

Lo zio di Aylan -"Perchè la morte dei miei poveri nipoti non risulti inutile è importante che guardiate ancora e ancora la foto di Aylan", dice lo zio del piccolo, Mohammad, il fratello di Abdullah, contattato e intervistato da Repubblica. Mohammad si trova in un campo profughi in Germania e non può raggiungere il fratello. "Sto soffrendo molto - dice - volevano andare in Canada,  a Vancouver, dove abita nostra sorella ma le autorità hanno respinto la sua domanda". E pare che la mossa successiva della famiglia sarebbe stata proprio quella di tentare di raggiungere i parenti in Germania, ma il progetto si è infranto nel mare della Turchia, quella notte. Turchia che, secondo lo zio di Aylan "ha tutta la colpa della tragedia".

Il sogno di una vita migliore - Sembrano lontani i tempi in cui i due fratelli facevano i barbieri a Kobane, dopo essere arrivati lì da Damasco. "Mio fratello sognava una vita migliore per sua moglie e per i suoi figli", spiega rassegnato Mohammad. Il desiderio però non si è mai realizzato, tant'è che ora il padre di Ayal non vuole andare in Canada, nonostante il governo ora abbia accettato la sua richiesta. Troppo tardi, con tutta probabilità tornerà a Kobane, da solo.

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