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Negli Usa

Kim, la funzionaria in carcere perchè ha detto no al matrimonio gay

Kim, la funzionaria in carcere perchè ha detto no al matrimonio gay

Per settimane Kim Davis, l’impiegata della contea di Rowan in Kentucky, si è rifiutata di rilasciare licenze matrimoniali alle coppie gay, nonostante la sentenza della Corte Suprema che ha esteso a tutti gli Stati Uniti il diritto degli omosessuali di formalizzare le loro unioni. A loro la Davis, una cristiana apostolica, ha opposto il suo diritto all’obiezione per motivi religiosi: "Emettere licenze matrimoniali con la mia firma è per me impossibile" ha obiettato la funzionaria comunale. Quattro coppie gay, dopo averla rimproverata davanti alle telecamere di non adempiere ai suoi doveri d’ufficio per i quali è pagata da tutti i contribuenti, omosessuali compresi, l’hanno denunciata.

I politici locali, temendo l’accusa di persecuzioni contro i cristiani integralisti, si erano messi a cercare una soluzione di compromesso che consentisse di formalizzare le unioni gay senza passare per la Davis. Ma il Parlamento del Kentucky è ancora in pausa estiva. e il giudice distrettuale David Bunning ha ritenuto che non si potesse aspettare più a lungo: così l'ha messa in carcere.

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Commenti all'articolo

  • nick2

    05 Settembre 2015 - 13:01

    Che confusione, Cougar. La chiesa non consente un bel niente. E’ la legislazione italiana che consente l’obiezione (con una b) di coscienza (selvaggia nel caso di farmacisti e medici). Obiezione praticata in massa non tanto per credo religioso, ma per non precludersi la possibilità di carriera, (visto che la sanità è nelle mani di CL). Ma forse qualcosa sta cambiando anche in Italia…

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    • cougar

      05 Settembre 2015 - 13:01

      Si penso anche io che qualcosa stia cambiando, in peggio, sarò confuso, ma ammiro chi lotta contro i potenti e ci rimette di suo, anche molti farmacisti italiani obbiettori mi risulta

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  • angelux1945

    05 Settembre 2015 - 12:12

    Francesco!!!!!!!!!!!! Se ci sei batti un colpo!!!!!!!!!!

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  • allianz

    05 Settembre 2015 - 12:12

    Rispettare le sue decisioni in primis.Poi,comè che non hanno delegato in quel specifico caso,una sua collega?Che era da sola?

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  • cougar

    05 Settembre 2015 - 11:11

    Intervenga papa (?) bergoglio

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    • Chry

      05 Settembre 2015 - 12:12

      E perché mai, è una funzionaria pubblica, ha il compito ed il dovere di firmare quegli atti, come se a te il comune non ti rilasciasse documenti perché gli stai sul culo, che si trovi un altro lavoro sta omofobia, non può rappresentare lo stato e facente funzioni

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      • cougar

        05 Settembre 2015 - 12:12

        E' la stessa cosa del farmacista che si rifiuta di vendere la pillola del giorno dopo? penso di si, per quanto ne so io, la chiesa in passato (quella attuale non saprei) consentiva l'obbiezione di coscienza ai credenti nel caso le leggi non in linea con il credo religioso, anche in contrasto con leggi dello stato, in questo caso rimettendoci di persona e mostrando sicuramente coraggio

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