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Effetto dello scandalo mail

Usa, Donald Trump sorpassa Hillary Clinton: il sondaggio sulla corsa alla Casa Bianca

Usa, Donald Trump sorpassa Hillary Clinton: il sondaggio sulla corsa alla Casa Bianca

È la prima vittoria “in trasferta” per Trump, decretata dal sondaggio SurveyUSA. In un testa a testa con Hillary, sottoposto al giudizio dell'intero elettorato americano, la batte oggi per 45% a 40%, con il 15% di indecisi. Il repubblicano, che in settimana ha giurato che non correrà come indipendente rafforzando la sua immagine di fedeltà alla causa e ai principi del Gop, straccia la Clinton per 50 a 35 tra i maschi, per 51 a 34 tra i bianchi, per 47 a 35 tra chi ha 35-49 anni, per 50 a 35 tra chi ha 50-64 anni e per 55 a 37 tra chi ha 65 anni e oltre. L'aspirante “prima nonna” non piace alle persone anziane, ma neppure a chi ha più di 35 anni. Resta la preferita, contro Trump, solo tra le donne (44 a 39) e tra i giovani di 18-34 anni (50 contro 31). Pure in queste fasce, però, sta perdendo terreno.

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Donald, sempre per SurveyUSA, è il castigamatti anche di tutti gli altri possibili sfidanti Dem: supera il senatore socialista Bernie Sanders per 44 a 40, il vicepresidente Joe Biden per 44 a 42 e l'ex vicepresidente Al Gore (che potrebbe essere la “riserva” democratica dell'ultima ora) per 44 a 41. Visti i rispettivi trend di popolarità di Hillary e Trump, e le crescenti difficoltà della democratica a gestire lo scandalo delle email, il vantaggio nella media passata dei confronti diretti registrata da RealClearPolitics (48,6% a 42%), è destinato a ridursi con le prossime rilevazioni, avviandosi al ribaltone.

La Gallup ha rilevato che Trump prosegue la scalata delle posizioni all'interno del Gop: il 56% di favorevoli di luglio è salito al 63%, e gli sfavorevoli sono scesi dal 36% al 31%. Sulla Hillary, al contrario, «l'indice di favore nel pubblico è affondato oggi a uno dei più bassi livelli da 23 anni a questa parte, con il 41% che la vede positivamente e il 51% negativamente», si legge sul sito della Gallup. «Lo sgonfiamento dei rating favorevoli riflette il contesto politico difficile che sta affrontando recentemente. L'uso del server e dell'indirizzo email privati quando era segretaria di Stato rimane una controversia sempre viva e ha prodotto indagini congressuali e dell'Fbi».

E proprio mentre i sondaggisti citano lo scandalo come causa del suo calvario, il Washington Post le ha gettato un'altra croce addosso, rivelando che la Clinton pagava privatamente il tecnico per la gestione del server personale mentre lei lavorava al Dipartimento di Stato. La notizia è stata data al giornale, da una fonte non nominata della campagna, con l'intento di mostrare che Hillary e i suoi familiari non volevano scaricare sui contribuenti il costo del mantenimento di una struttura tecnologica privata. Ma l’effetto provocato è opposto a quello sperato.

L'intesa economica con il contractor in questione, Bryan Pagliano, puntava in realtà a far mantenere alla Clinton il controllo personale “riservato” sul server, utilizzato contemporaneamente per scopi ministeriali e familiari dalla ministra in carica, dal suo staff, e anche da Bill e dalla figlia Chelsea. Il tecnico era stato il direttore “high tech” della campagna di Hillary nel 2008. Poi la seguì al Dipartimento di Stato, lavorandovi fino al febbraio 2013, lo stesso mese delle dimissioni di Hillary. Il WashPost riporta che i Clinton hanno pagato 5000 dollari per “servizi computeristici” prima che lui firmasse il contratto con il Dipartimento. Dopo che è entrato nello staff del ministero, ha continuato ad essere pagato dai Clinton per la manutenzione del server. Alla domanda del giornale se l'ex specialista informatico era pagato per la gestione del server, un portavoce del Dipartimento ha detto che l'agenzia «non ha trovato alcuna prova che lui abbia informato il ministero di avere un reddito aggiuntivo». Evasione fiscale?

Pagliano, invitato dalla Commissione Congressuale che indaga su Bengazi, ha fatto sapere qualche giorno fa che invocherà il quinto emendamento, che garantisce il diritto a non rispondere ai giudici e ai commissari parlamentati per non fornire all’accusa argomenti per una incriminazione.

di Glauco Maggi

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Commenti all'articolo

  • JeffBeck

    06 Settembre 2015 - 18:06

    MEGLIO TRUMP CHE L'ISLAMICO NEGRO.

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  • rocc

    06 Settembre 2015 - 16:04

    anche per noi italiani è importante che non vinca il partito democratico; Trump se ha buone chances di vincere, che partecipi e vinca (l'importante che non partecipi come terzo incomodo, ricordiamo sempre il miliardario Perrott che con il suo 17% dei voti fece vincere agevolmente Obama); l'Italia se continua così è condannata (avrà fra poco un milione di clandestini), l'unica speranza è il GOP

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  • ernesto1943

    06 Settembre 2015 - 16:04

    tutto il mondo è paese anche gli americani si sono rotti con questi buonisti de menga.

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