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La svolta

Marò, nei documenti indiani la prova della loro innocenza

I marò

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La prova dell'innocenza dei due marò italiani prigionieri in India è contenuta negli stessi documenti che gli indiani hanno depositato ad Amburgo al Tribunale internazionale per il diritto del mare. Ne parla in un lungo articolo il quotidiano Il Giorno che spiega come agli atti ci sono due deposizioni identiche sull'uccisione dei due pescatori e soprattutto l'esito dell'autopsia sui due pescatori indiani in cui si legge chiaramente che i proiettili che hanno ammazzato  Valentine Jelastine e Ajeesh Pink erano più lunghi di quelli in dotazione dei marò. Inoltre, e due testimonianze scritte sull'incidente che portò all'arresto di Massimiliano Latorre e Salvatore Girone sembrano fatti con il copia e incolla. Il Giorno sottolinea come le due testimonianze sono state raccolte nella stessa giornata, il 30 luglio 2015.

Le testimonianze -  Le due testimonianze-fotocopia sono state raccolte nella stessa giornata, il 30 luglio del 2015. Il comandante del peschereccio Freddy Bosco, 34 anni, e il marinaio Kinserian, 47 anni, dichiarano, riporta Il Giorno, "onestamente e con la massima integrità" che alle 16,30 del 15 febbraio 2012 il natante "finì sotto il fuoco non provocato improvviso dei marinai Massimiliano Latorre e Salvatore Girone della Enrica Lexi" Entrambi sbagliano (facendo lo stesso errore) il nome della petroliera la Enrica Lexie. Entrambi aggiungono che i "tiri malvagi" hanno provocato la "tragica morte dei cari amici e colleghi Valentine, alias Jelastin, e Ajesh Binke". Poi c'è l’autopsia dell’anatomo patologo K. S. Sasikala che esaminò i cadaveri dei pescatori. C'è una dettagliata descrizione dei proiettili che hanno ucciso i pescatori.  Il Giorno riporta cosa c'è scritto_ "È una pallottola molto più grande delle munizioni calibro 5 e 56 Nato in dotazione ai marò. Sasikala ha misurato un’ogiva lunga 31 millimetri, con una circonferenza di 20 millimetri alla base e di 24 nella parte più larga. Il proiettile italiano è lungo appena 23 millimetri. I colpi dei kalashnikov si fermano a 26,4 millimetri. Il proiettile con tutta evidenza viene da un’arma diversa dai mitra Minimi e Beretta Ar 70/90 dei fucilieri di marina italiani, come questo giornale ha pubblicato fin dall’inizio".

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Commenti all'articolo

  • frabelli

    11 Settembre 2015 - 22:10

    Che i proiettili non fossero uguali alle armi in dotazione ai Marò italiani, ricordo di averlo letto gli stessi giorni. Come mai solo ora viene presa in considerazione questo "piccolo" particolare? Era il periodo del Governo Monti ed i cervelli fumavano troppi??!!

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  • chimangio

    11 Settembre 2015 - 20:08

    Intanto, perché siamo uno stato di peracottari, abbiamo pagato un risarcimento alle famiglie delle vittime ed abbiamo permesso a quegli spregevoli indiani di abusare della libertà dei nostri marò. Speriamo, alla fine, che si venga a sapere chi ha ordinato alla Enrica Lexie di invertire la rotta e, soprattutto, chi ha ordinato ai marò di consegnarsi alle autorità indiane, reo di alto tradimento.

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  • petrgiovanni

    11 Settembre 2015 - 19:07

    In un altro qualsiasi Paese Napolitano, Monti, e il suo governo sarebbero stati processati per tradimento e abbandono di personale militare al suo destino,difficile che sarebbe capitato a ISRAELE o agli USA,da questo punto di vista l'Italia è un paese schifoso,anche perché i successori di questi personaggi abbietti non è che si siano comportati meglio

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    • arwen

      12 Settembre 2015 - 09:09

      Appunto, in un paese "quasi" normale....

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  • babbone

    11 Settembre 2015 - 18:06

    La prima cosa da fare è riportarli immediatamente in Italia, poi dare seguito e arrestare subito per alto tradimento tutti i responsabili.

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