Cerca

Nuovi indizi

Marò, il sospetto sui proiettili: arrivano dallo Sri Lanka?

I due marò

I due marò

A quasi quattro anni dall'inizio del caso Marò, spunta una prova che potrebbe rivelarsi l'elemento chiave per risolvere, una volta per tutte, la questione che divide India e Italia. Il tutto ruota attorno a un proiettile. Come scrive Il Mattino, l'autopsia condotta dal dottor Sasika sui corpi dei due pescatori morti, ha aperto una nuova e cruciale pista che verte tutta sulla balistica. Il proiettile che è stato trovato nel cervello di Jalestine, uno dei due pescatori, è lungo 31 millimetri. E, proprio per questo dettaglio, si può dedurre che a spararlo non furono i nostri marò, che hanno in dotazione proiettili calibro 5.56x45 Nato, lunghi 23 millimetri, otto in meno del proiettile analizzato dunque.

L'ipotesi Sri Lanka - Da dove viene allora quella pallottola? I proietti di quel genere e di quella lunghezza sono sparati solo da un tipo di arma: la Pk, una mitragliatrice kalashnikov usata soprattutto dai russi. L'arma è molto comune, tant'è che è stata usata in molti conflitti passati alla storia, dal Vietnam all'Afghanistan. E, oggi, a usarla ci sono, fra gli altri, anche le truppe indiane e la Marina dello Sri Lanka. I due paesi sono in conflitto per la gestione delle zone di pesca dei tonni, zone in cui proprio quel fatidico giorno, i due pescatori uccisi, stavano pescando. Dettaglio questo, che diventa ora cruciale.

Pochi margini di errore - Da sottolineare, inoltre, che le armi in dotazione ai marò, anche se modificate, non avrebbero mai potuto sparare quel tipo di proiettile. Potrebbe essere dunque proprio da questa rigorosa, e con pochissimi margini di errore, perizia balistica che dipenderanno le sorti dei nostri fucilieri, nelle mani ora della corte di Amburgo. Tutto, o quasi, dipende da quegli 8 millimetri e da quello che i fori sui corpi dei due pescatori rivelano. Dal tipo di pallottola, al colpo sparato da molto, molto lontano, operazione quasi impossibile per i marò e per il tipo di armi che avevano con loro, sembra che siano arrivati gli elementi tanto attesi per provare la loro innocenza. 

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su Libero Quotidiano

Caratteri rimanenti: 400

Commenti all'articolo

  • dintino

    15 Settembre 2015 - 23:11

    Che poteva trattarsi di uno scontro con una motovedetta cingalese, è stata una delle prime ipotesi. Perché è stata abbandonata subito?

    Report

    Rispondi

  • veneziano49

    15 Settembre 2015 - 23:11

    la nostra non è una nazione...lo vediamo sul ruolo che abbiamo in Europa oggi sui clandestini , per far fuori Berlusconi hanno sputtanato il nostro Paese , Monti, Passera Mogherini , Renzi , Napolitano , sono solo gente che serve sempre altri...la colpa è del PCI che dal 1948 ha lavorato con il solo scopo di annullare il sentimento patriottico , perchè fascista , per portarci sotto l'URSS .

    Report

    Rispondi

  • Vittori0

    15 Settembre 2015 - 21:09

    ..se fosse tutto vero ,chi paga?

    Report

    Rispondi

  • mapagolio

    15 Settembre 2015 - 18:06

    c'era monti un incompetente prestato alla politica e questi sono i casini che poi si creano

    Report

    Rispondi

    • francescodispen

      15 Settembre 2015 - 21:09

      Quello che più mi fa rabbia è il fatto che ministro della difesa del governo monti era un ammiraglio che ha dimostrato di non conoscere le leggi che regolano la nanavigazione. Infatti, per quello che ho letto sulla stampa, pare che l'incidente si sia verificato in acque internazionali. Che competenza può avere l'india? Penso, nessuna. Ed il ministro perché ha consentito l'arresto dei due Marò? Mistero!

      Report

      Rispondi

Mostra più commenti

blog